Eventi collaborativi fra 17^ Rangers & Zarruele

#589
Ringraziandovi per quanto siete riusciti a mettere in atto col vistro Punto zero, sono orgoglioso di postarvi il debriefing che racconta la 48h che la pattuglia LGM ha vissuto.
Grazie davvero a tutti, speriamo di poter avvicinarci sempre piu allo spirito de "Il circuito"

[br]Ore 2.30. Sottopasso da qualche parte in una zona ligure.
La colonna di auto procede esitate nel nero della notte.
Una frenata squarcia il silenzio assordante della notte.
Lorentz il conduttore della jeep lancia un singolo grido gutturale che fa rizzare i capelli a tutta la valle...
"NO Cazzo nooo" !!
Nella fretta di caricare l'auto di Cesare che lo attendeva in mezzo alla strada in zona Paolo Sarpi si era reso conto, con orrore, di avere lasciato la porta di ingresso completamente spalancata con le chiavi di ingresso e delle casseforti ancora inserita, in bella vista al piano terra di un cortile vecchia Milano .
Anzi..... x meglio uscire aveva addirittura aperto anche il secondo portone.
Tutta l'eredità del piccolo Markus messa in pericolo !!!!
Sniper sbianca .
Cesare, commercialista fallimentare ,guarda sgomento !!
Afferro il telefono,
Sveglio la Mike ed il piccolo Markus e li spedisco nel cuore della notte alla caccia al tesoro tipo Indiana Jones....
Intanto Sniper x rincuorarmi mi dice "Pensa.... anche Io una volta ho dimenticato un accendino su un tavolo al bar !!!"
" Ma questo è scemo penso io " !!!
Siamo in una zona dove non prende il cellulare.
L organizzazione ci aveva avvertito....solo Wind. E chi Cazzo ce l'ha Wind !!
Finalmente alle 4.00 Michela riesce a contattarmi.
Tutto OK. Luci di casa accese e casseforti chiuse.
E pensare che avevo svuotato il marsupio military che come ogni Lupo che si rispetti porto sempre con Me.
Avevo tolto 2 MontBlanc ed un Rolex e 2 coltelli Military Spyderco e extrema ratio e li avevo lasciati in casa sparsi quà e là....
"Così NON rischio di perderli in Liguria !!"
Ma va che Pirla che sono !!!

Arriviamo al punto di incontro e troviamo altre auto che cazzeggiano.
Ci mettiamo a cazzeggiare anche NOI.
Paul, che ha appena concluso il durissimo Corso LRRP dei Lupi grigi durato un paio di mesi e che esibisce fiero e tronfio la sua Patch LGM e LRRP decide di festeggiare in questo frangente la sua promozione.
Esce da un sacchettino speciale dei salamini piccanti calabresi e dei formaggi di capra artigianali.
Una bottiglia di Dolcetto bagna il tutto.
Rimaniamo fino alle 4.30 seduti al margine del bosco vicino ad un ruscello a chiacchierare dei massimi sistemi.
Strano che le conversazioni più belle e profonde accadano spesso ai tornei 24/48 H.
7.00 Sveglia.
Incontriamo Nebbia dei Mercenari.
Lo abbiamo conosciuto in uno dei tanti Berget. comandava l'aliquota italiana dei Poldavian.
Ci salutiamo e ci scambiamo qualche dritta.
In verità è Lui che ci da informazioni preziose.
Conosce il campo. Ci ha già giocato.
Ripete in continuazione le parole "campo durissimo..."
Prima del briefing con gli organizzatori facciamo in tempo ad invadere pacificamente il Paese in cerca di un bar aperto.
Incontriamo altri softgunners.
Uno ci ferma e ci saluta.
"Vi ricordate di Me ?? Ero con Negro qualche anno fa.
Mi hai anche citato in un tuo debriefing"
"Cazzo... " ,abbiamo commentato con Sniper, "Questo qui sono 10 anni che ci cerca x ringraziarci !! "Abbiamo creato un Mostro !! [:D][:D]
Ci portano all'infiltro. 1200 mt di quota. Jungla pura.
C'è Nebbia. Dei Mercenari e atmosferica.
Mentre approntiamo x l'ennesima volta il set up cercando di togliere il più possibile il tempo cambia 4 volte.
Pioggia,sole,nebbia,ancora pioggia, ancora sole.
Nebbia si cambia 4 volte. Alla fine parte leggero...senza goretex.
E' difficile azzeccare il set up giusto.
Durante tutte le 48 h recrimineremo sulle cose inutili e su quelle utili ma dimenticate in auto.
Alla fine partiamo.
Foto di rito degli Organizzatori (bellissima) che poi troveremo come gentile cadeau al pranzo di conciliazione.
Scendiamo con molta calma e circospezione.
Appoggiamo spesso il culo x terra.
Incontriamo e superiamo altri Team.
Il paesaggio è da sogno.
Arriviamo all'incontro con il prete e lo troviamo scannato dentro una piccola chiesa diroccata.
Legato mani e piedi e schizzi di sangue dappertutto.
Un ultimo messaggio nel suo diario x Noi.
Scenograficamente bellissimo.
Paul addirittura si spaventa.
Riprendiamo la missione stealth.
Re incontriamo Nebbia. Sta bestemmiando. Ci dice che si è già cambiato altre 4 volte... NON ne può più !!
Ci facciamo un culo cosi x scendere da una pietraia pericolosissima.
Cerchiamo di mantenere le quote x evitare la fatica , ma siamo costretti spesso a scendere e risalire in gole dimenticate da Dio e dagli uomini.
Ad un certo punto, dopo un balzo su rocce ripide, scivolose e coperte di muschio, l'asg mi sbatte in faccia aprendomi una profonda ferita sul labbro. Con la lingua percepisco un buco gigantesco.
Sniper interviene e sutura la ferita come già fece al Berget con un altro Lupo.
Intanto Paul (ultima volta che verrà citato con questo nome) si accorge di avere lasciato nei rovi la Patch LGM e LRRP.
Vergogna !! [B)][B)][}:)][}:)]
Da ora in poi verrà citato con QPP....Quello che Perse la Patch.
Riprendiamo l'ascesa verso la parabola delle comunicazioni.
Sta sull'altra montagna.
Siamo scesi fino a circa 500mt ed ora risaliamo a 1200 mt in linea quasi diritta.
Zombie tira il gruppo, spesso va x i cazzi suoi senza ascoltare il navigatore. Lo perdiamo spesso. X ns fortuna l'odore inconfondibile del suo equipaggiamento ci permette di seguire la sua scia.
L'ultima volta che sua madre lavò la sua mimetica fu al Vico delle Lavandaie sui navigli.
Bucato a mano.... NON esistevano ancora le lavatrici !!! [:0][:0][:D][:D]
Facciamo saltare con il C4 (legno di balsa leggerissimo !!) la parabola, dopo avere sputato non so quanti polmoni.
Torniamo giù in valle a recuperare la cache.
Recuperiamo anche le forze.
Siamo bagnati fradici di sudore e di pioggia.
L'unica cosa asciutta sono le calze. Grazie Meindl.
Sono quasi le 20.00. NON ci siamo fermati MAI.
Decidiamo di puntare anche al 3° Obj.
Partiamo con equipaggiamento leggero.
Ci incasiniamo dentro un paio di valli.
Scende il buio.
Siamo senza visori. Sono rimasti negli zaini.
Piove. NON riusciamo a trovare Questo cazzo di OBJ.
Calcoliamo che cmq anche tornando indietro non arriveremo alla cache prima delle 2.00 di notte.
Prendiamo anche in considerazione di fermarci a dormire, siamo stravolti, senza bivy e goretex, così come siamo, anche a rischio congelamento.
Breve summit.Si decide di continuare.
Scendiamo tenendoci x mano. NON accendiamo nessun tipo di luce .
NON si vede un cazzo. Seguiamo solo l'odore di Zombie !! [:D][:D]
Come x incanto appaiono di fronte a Noi delle luci lampeggianti.
Tipo quelle dei lavori stradali.
Anzi proprio quelle.
"Cazzo !!! ci siamo persi e siamo arrivati all'autostrada !!!"
No. E' il laboratorio da campo che stavamo cercando.
Lo facciamo saltare con il C4.
Nel frattempo giunge una FIR a piedi.
Spara un po di flashate alla cazzo e ci individua.
Breve scontro da cui usciamo vincitori.
Onesti e corretti gli avversari.
Tornano alla loro base senza avvertire il CMD.
Noi esfiltriamo felici.
Facciamo il punto nascosti dentro una trincea.
Passano delle jeep e degli operatori a piedi.
Ci stanno cercando.
Ci congeliamo letteralmente x non farci sorprendere.
Una ptg ci arriva quasi in bocca.
Strisciamo via.
Arriviamo vicino ad una costruzione in mattoni con generatore acceso.
La circondiamo silenziosi come una scoreggia puzzolente [:D][:D][:D].
E' il CMD avversario.
Decidiamo di acquisirlo come OBJ di opportunità.
Sapremo successivamente che in questo tipo di circuito NON è previsto come OBJ. Viene sempre considerato No Play Zone.
NOI da sempre lo consideriamo OBJ pagante da conquistare senza sparare un colpo.
Sorpresi ed onestissimi gli Operatori.
Il responsabile dice all'addetta radio con voce pacata" Spegni la radio e vieni via."
NON ho visto tanti di questi gesti in oltre 15 anni di soft air.
Torniamo alla cache.
Dico a Sniper "Diamoci una calmata, stiamo facendo una 48 ore come se fosse una 24 H."
Pensavo la stessa cosa..."Calmiamoci !!" [:D][:D][:D]
Ci piazziamo in una radura e ci organizziamo per la notte.
Bivvy, tappetino, poncho liner e goretex x Tutti.
Sono circa le 2.00 di notte.
Puntiamo la sveglia x le 6.00.
Inizia a diluviare.
HO indossato un cambio caldo.
Come insegnano i SAS... "Ci si muove e si combatte bagnati, si dorme asciutti".
Lascio tutta l'attrezzatura appesa agli alberi. Giacca e pantaloni compresi
Si bagnerà tutta la notte.
Che faccio... mi alzo e li metto nella bivvy con me ??
Affanculo... ho dolori dappertutto.
Salite. Discese. Muschio. Transito trasversale.
Caviglie in fiamme e TUTTI i muscoli in acido lattico.

Al mattino è ancora peggio...
Il maledetto Gnomo dei Boschi di notte è venuto a trovarci e ci ha riempito di legnate su tutto il corpo.
Alzarsi è uno strazio.
A Cesare ha tirato anche una legnata nel culo.... Speriamo fosse una legnata !!
Chiede a Tutti cerotti Comped e pasticche di bimixin.
Nel sollevarmi da terra faccio una smorfia terribile e comunico ad alta voce..." lo Gnomo ha sostituito i miei muscoli quadricipiti con delle emorroidi.... mi fanno male tutte le gambe."
Indossiamo i vestiti fradici.
Uno shock. Iniziamo a tremare tutti quanti.
Sniper trema più di tutti. Ci comunica che ha passato la notte a barbellare... come dice Lui.
Gli zaini sono fradici.
Il tattico pure.
Dei vestiti non parliamone.
Gli anfibi pesano 2 kg l'uno.
Sniper maledice lo Gnomo del Bosco che a parer suo gli ha nascosto delle pietre nello zaino.
Anche nel nostro ...questo bastardo.
Secondo Cesare ha anche pisciato nelle ns borracce.
L'acqua raccolta dai fiumi e potabilizzata con pastiglie ha un sapore orrendo !!
Decidiamo di cercare ultimo Obj e poi di dirigerci all'incontro tra Rozzilla e dei misteriosi personaggi.
Individuiamo dopo una marcia forzata un nucleo di case super pattugliate.
Attendiamo il momento giusto e ci infiltriamo tra esse .
NON è il laboratorio.
C'è un drone.
Strano... non era previsto nella missione.
Forse abbiamo saltato un pezzo o un appuntamento... boh !!
Lo smontiamo e troviamo dei Chips con dei nomi.
Il nostro non c'è.
Sempre più strano.
Proviamo a comunicare con la DE.... ma i cell non funzionano.
Maledetta wind !!
Siamo in ritardo.
Ce ne andiamo verso l'Obj Rozzilla.
E' una marcia di avvicinamento devastante.
Tutto un transito verticale o trasversale.
Cesare viene preso da stati di ansia.
E' un grandissimo rompicoglione.
Arriviamo al villaggio inferiore.
NON vogliamo attraversarlo c non compromettere la missione.
Lui sbraita e si altera.
Capisce che NON faremo MAI in tempo.
In effetti siamo nella merda.
Saliamo arrampicandoci a 4 mani.
Superiamo terrazzamenti spingendoci x il culo ed afferandoci x le braccia.
L'acqua 'è ormai finita da tempo.
Le forze pure.
Sto x abbandonare.
Ho il battito a mille. Sto rischiando seriamente l'infarto.
NON posso lasciare Markus orfano ad un anno.
Ennesima siepe impenetrabile.
Sconforto.
Mancano 3 minuti all'incontro e siamo a 50 mt ma invalicabili.
Quel pirla di Cesare , negativo fino a quel momento, gira a dx invece che a sx e.... sbuca davanti al rudere con lavatoio.
Ci piazziamo e filmiamo l'incontro.
Poi attacchiamo il lavatoio e facciamo il pieno di liquidi !!!
Torniamo alla cache.
Pioviggina.
Ci riposiamo un po'.
Si mangiucchia qualcosa. Sniper esce delle razioni K Francesi e Inglesi.
Si sente un po' Legionario ed un po' SAS.
Tra caramelline francesi e salsiccia con fagioli inglesi recuperiamo forze e buon umore.
Un the caldo bollente ci riporta in vita.
X dolcificarlo ci sciogliamo dentro una caramella al miele !!!
Si riparte.
Manca un ultimo OBJ.
Ci dirigiamo verso la possibile locazione.
Ci aspettano ore di marcia impervia.
Le gambe e tutto il corpo gemono ad ogni passo... anzi ad ogni respiro.
Incontriamo un altro Team. Sono gli amici di Como.
Ci scambiamo un po di intelligence.
Sono informazioni Top Secret.
Cmq "percepiamo" che il Laboratorio NON è a ore di marcia ma a quarti d'ora di marcia.
Chiediamo informazioni sul drone.
NON ne sanno Nulla !!
Anzi no... si ricordano di un drone abbattuto con una scatola nera da recuperare !!!
"Pirla... è il book di missione del ns Torneo 24 H Wolf Recon a cui hai partecipato 15 gg fa !!! "
Anzi si lamentano di averla dovuta trasportare dall'alto in basso di una montagna parecchio impegnativa. 7 kg di peso senza maniglie.
Mi presento... "Sono il Vice Presidente....la prox volta, solo nel vs book di missione, ci sarà da fare il percorso inverso. Da giù a sù !!"
Risate collettive riempono la valletta...
Facciamo vedere il ns C4 in legno di balsa leggerissimo...
"Ma che Pirla !!" Questa volta all'indirizzo di uno di Loro che ha procurato panetti di C4 pesantissimi !! [:0][:0] [:D][:D]

Arriviamo al Laboratorio.
Siamo solo in 4.
Abbiamo saputo di un Team che ha atteso quasi 9 ore in osservazione prima di entrare in modalità stealth.
Ci proveremo anche Noi.
Arriviamo alle spalle del manufatto. La porta si apre a 5 mt da Noi.
Arrivano 2 operatori.
Ci congeliamo.
Ci vedono all'ultimo.
Inizia uno scontro epico.
3/4 Tango down x Noi ed Io e Sniper colpiti.
Arrivano in massa.
Arriva pure la FIR.
Noi cazzeggiamo con i loro morti che continuano ad aumentare.
Zombie è ansioso e x radio continua a chiedere istruzioni e dare informazioni.
Ci comunica che Lui e QPP (ex Paul)sono penetrati nel laboratorio e stanno recuperando dati.
Continua a chiedere ns notizie e ordini x Lui.
E' talmente ansioso che ho deciso che lo manderemo a fare un torneo con Husky e Pacman !!
Chiedo scusa agli operatori avversari x l'infrazione al protocollo e comunico x radio di NON rompere i coglioni e di agire in autonomia.
Guardo i ragazzi della difesa e gli dico "E' il miglior softgunner d'Italia ma è un ansioso cronico !!"
Mi degnano di un risolino di sufficienza....
Poveri Loro...
I morti in difesa continuano ad arrivare.
Alla fine arrivano altri 2 operatori Fir.
Anche Loro si accomodano tra i morti.
Emerge Zombie.... Ci recupera TUTTI ed esfiltriamo felici.
NON sta più nella mimetica.
Parla a raffica...
Alla fine conterà 9 tango down x Lui ed uno a testa x Noi tre.
Esfiltriamo veloci fini agli zaini saltellando fra le rocce moderatamente soddisfatti.
Sono le 19.00 di sabato.
Decidiamo di avvicinarci all'esfiltro, previsto x domenica mattina alle 7.00, così da spezzare in 2 la fatica.
Mancano circa 2 km in linae d'aria e 450 mt di dislivello.
Al confronto il Nanga Parabat è una collinetta !!
Partiamo tra gridolini di dolore ed espressioni di sofferenza.
Sarà una marcia notturna che si concluderà verso mezzanotte circa a metà strada.
Bivacchiamo in quota ai margini del sentiero.
Siamo sfiniti.
NON fa nemmenno troppo freddo.
Udiamo voci in lontananza di altri team e lampi di torce.
NON abbiamo nemmeno la forza di mangiare qualcosa.
Sveglia alle 4.00.
il maledetto gnomo dei boschi è venuto a trovarci di nuovo ma questa volta ha portato tutta la famiglia !!![B)]
Posizioniamo le asg sullo zaino. Le mani ci servono x arrampicare.
Inizia l'ascesa al Monte Ventaux (citazione letteraria).
Saranno tre ore di fatica e di sudore.
Una prova da Iron Man.
Incrociamo altri team... sembrano più riposati.
Si sono divisi in 2 ed hanno fatto una montagna a testa.
Erano li a bivaccare dalle 20.00 della sera prima.
Mannaggia a Loro !![:D][:D][:D]
Cmq si chiacchera e si scherza con TUTTI.
Chi va in montagna lo sa... la montagna UNISCE, non divide.
Arriviamo all'esfiltro appena in tempo.
Ci cambiamo che inizia a piovviginare e poi si trasforma in autentico nubifragio.
SNIPER fa un gesto che lo onora e rende merito al suo spessore di Uomo e Softgunner.
Si sfila la patch dei LGM dal braccio e la porge a QPP che aveva perso la sua.
Paul sviene !!

Arriviamo zoppicando (come tanti altri) al tendone della mensa dove è previsto un rancio ottimo ed abbondante (come a militare) !!

Incrociamo gli organizzatori sfiniti ma soddisfatti.

Incontriamo vecchi amici con cui ci scambiamo abbracci fortissimi.
Hannibal dei Sardinia è uno di questi.
Minchia quante risate !!
Salvo dei wolflings si intrattiene piacevolmente con Noi.
Ci accordiamo x future ospitate reciproche.
Vecio dei SAT Trieste con i suoi oltre 60 anni è il più riposato ... Boh !!

Ansia e Rozzilla tengono un discorso lungo e toccante che tocca i temi dell'amicizia e dello spirito del Softair.
Vediamo molti occhi lucidi.
Noi tra questi.
Scattano lunghi applausi spontanei.

Si torna a casa.... ma non sbaglio nel dire che molti cuori sono rimasti su, in quelle montagne fatate.

E anche i nostri muscoli !! [}:)][}:)][B)][B)]



FINE.[/size=4]
#590
NOTA: Il seguente deb. È stato scritto a 3-4 mani quindi potrebbero esserci dei catapultamenti grammaticali sul soggetto…. Mettetevi l’anima in pace.

INTRO:

La nostra avventura al punto zero inizia alla riunione annuale di apertura della stagione di gioco (settembre) con la fatidica frase; “Immaginate che figata se ci invitassero al punto zero quest’anno?”, avevamo da poco conosciuto le squadre che operavano in questo gruppo, fatto un paio di contro per farci conoscere, era più una speranza che altro, dopotutto visto gli altri team in gioco ci sentivamo davvero dei bimbi alle prime armi, ma la pure ben che minima possibilità ci ha messo il pallino in testa….
Eventi eventi eventi…. Non volevamo arrivare impreparati, abbiamo organizzato tutto l’anno solo a fare pattugli e recon per allenare gambe e testa nell’ “Eventualità!”, 5 eventi in giro per l’italia in 7 mesi per testare se potevamo tirare fuori un ragno dal buco….
Poi in un mite pomeriggio di primavera ci arriva una mail da Rozzilla con l’invito all’evento.
Le facce della squadra quando ‘Boia’ ci comunica che siamo stati invitati non hanno prezzo.
Superesaltati per l’invito cerchiamo di non perdere di vista le caratteristiche del torneo: durezza, impegno, fatica... (avevamo già messo tutti in conto da mesi ma quando il sogno diventa realtà ce la si fa sempre addosso...)
Puntuale come un orologio, un mese prima dell’evento arriva il materiale. Ci buttiamo a capofitto nella pianificazione prevendendo 1-2 incontri settimanali e, dove possibile, ulteriori allenamenti fisico tutti assieme.
Ci rendiamo conto fin da subito che non sarà facile: le curve di livello sono vicinissime avevamo letto qualche debriefing, ma quando hai la cartina davanti è tutta un'altra cosa.....

11/06, giovedì:

Partenza programmata per le 9. Alle 8.40 tutti pronti al ritrovo, a far colazione con Matte 'Boia', che causa infortunio non sarà con noi durante l'evento.
Il team è composto da Motopicco, Puglia, Space, Vitto, Genio e Bonna. Partiamo verso la nostra base d'appoggio a Sanremo per terminare la pianificazione. Fra carte in A0 e vedute aeree, eravamo giunti ad alcune conclusioni:
– il campo è duro, meglio tenersi in quota quanto possibile
– la zona centrale sarà affollata
– ci sono alcuni corsi d'acqua, per eventuali rifornimenti d'emergenza
– l'area indicata per il meteorite è un po' fuori dal mondo, raggiungerla è problematico a meno di incastri perfetti sui tempi degli altri obj
– il disturbatore è prioritario, per poter trasmettere i dati all'opcom; idem il prete, per poter lavorare con le informazioni che dovesse darci.

Essendo la prima volta ad un evento del genere non volevamo fare casini, l’idea era fare poco, ma farlo bene!

Decidiamo, quindi, di separarci. Space e Puglia si sarebbero diretti all'incontro con il prete da nord, infiltrandosi dal primo punto d'infiltrazione, mentre gli altri si sarebbero occupati del disturbatore per poi iniziare a pattugliare l'area sottostante in cerca del laboratorio, infiltrando dal secondo punto. Definiamo i waypoint di avvicinamento per entrambe le unità, con annessi punti di contatto e di osservazione, visto che avevamo calcolato che gli uni avrebbero potuto ricognire con lo spotting scope gli obbiettivi degli altri sul lato opposto della vallata (purtroppo sarà vero solo a metà). Space e Puglia avranno il 50x, mentre per problemi logistici gli altri si accontenteranno del 15x da fucile; in compenso, si porteranno il Katadyn per potabilizzare l'acqua.
Ripassiamo anche la storia di copertura: in caso di problemi, ci saremmo spacciati per un'unità delle forze di sicurezza Tailandesi con l'obbiettivo di osservare l'incontro fra un trafficante di droga ed alcuni funzionari corrotti, finiti fuori rotta in territorio di Myanmar dopo un lancio HALO sfortunato. Mettiamo nel gibernaggio i falsi documenti di missione.
Qualche ora di relax, poi tutti a nanna.

TEAM2;

12/06, venerdì

Arrivati al primo punto di infiltrazione, Io e Space scendiamo dalle auto e ci prepariamo per la nostra missione, un saluto ad Ansia e Rozzilla e siamo dentro.
Percorriamo per un brevissimo tratto il sentiero che corre ripido giù dalla montagna e ci infiliamo a sinistra nel bosco.
La nostra pianificazione prevede di scendere di quota a sinistra del sentiero e rimanere in occultamento fino all’obiettivo prete, attraversando i sentieri solo quando strettamente necessario.
Iniziamo a muovere parallelamente al sentiero ma ben presto ci accorgiamo che siamo troppo vicini allo stesso: siamo scesi troppo poco. Decidiamo quindi di scendere maggiormente per essere più sicuri e mantenere quello che ci eravamo prefissati, ci buttiamo quindi a circa 100m in linea d’aria e altri 75 di dislivello dal sentiero, qua è impossibile che qualcuno ci veda o ci senta.
La marcia è faticosa, il sottobosco a tratti è difficilmente attraversabile e ci costringe persino a levarci l’equipaggiamento per passare in spazi ridottissimi.
Passiamo sotto una torretta (probabilmente utilizzata dai cacciatori del posto), ci fermiamo, controlliamo con lo spotting scope che non sia un presidio della contro… nessuno in vista.. procediamo.
Nonostante la pianificazione prevedesse qualche passaggio sul sentiero per ovviare a zone non attraversabili al di sotto dello stesso, riusciamo a rimanere in profondità fino alla fine del campo attraversando pareti di sassi e cespugli impenetrabili.
Ovviamente la silenziosità, specialmente nei tratti sporchi, lascia molto a desiderare, tuttavia siamo infinitamente lontano dal sentiero e la vegetazione intorno a noi copre molto i rumori.
Ormai è tardo pomeriggio e siamo al margine nord – est del campo.
Iniziamo a salire di quota per svalicare ed affacciarci sulla valle dove sono posti tutti i punti di interesse.
Subito scorgiamo (in realtà lo scorge puglia, space manco con il teleobiettivo 50x riesce a trovarlo) qualcosa nell’area “arancione”, potrebbe trattarsi del disturbatore.
Ci mettiamo in osservazione per fornire all’altro brik quante più informazioni possibili.
L’altro team ci comunica di essere in congelamento per via di una contro proprio davanti a loro ed esattamente nella direzione della posizione che gli stiamo comunicando (infine si saprà che non si trattava di una contro ma di un altro team di interdizione).
Purtroppo abbiamo un malinteso con l’altro team e li mandiamo nel posto sbagliato, solo quando abbiamo chiarito la posizione del disturbatore riprendiamo il nostro cammino.
Sono ormai le 20.00 e siamo in vista del villaggio del prete, non si sentono voci e non si vedono movimenti.
Dobbiamo sospendere l’avvicinamento dal basso perché la vegetazione ed i terrazzamenti non ci permettono di salire, proprio in quel momento ci ricontatta l’altro team, richiedendoci info sull’obj che non riuscivano a trovare.
Fuori lo spotting scope e finalmente riusciamo per filo e per segno a spiegargli che strada devono fare per arrivare all’obj disturbatore, fantastico ‘altro team che per radio “Siamo su un burrone, Euge uscirà pochi secondi a sventolare un fazzolettino arancione” - “ci vedete, avete la nostra posizione”, io che mi giro verso Puglia “merda ma sono lassù !!”. Spettacolo mozzafiato guardarsi da due monti. Questo ci fa anche capire che non ci incontreremo mai, ma proprio MAI, al centro del campo per la notte….
Finché ci siamo proviamo a osservare qualcosa nelle 3 case sull’obj prete, non c’è anima viva.
Torniamo quindi indietro e ci maciniamo 50 metri di dislivello in 50 passi, ci portiamo sopra all’obj in luogo riparato e sicuro in ascolto.
Cerchiamo un modo per saltare sull’obj direttamente dai terrazzamenti soprastanti ma è un dannato muro di rovi, e cerca cerca, siamo ridiscesi alla stessa altezza delle case.
Sconsolati rifacciamo la salita (solo in parte questa volta).
All’imbrunire decidiamo di scendere, è tre ore ormai che siamo a girare attorno all’obj e non si vede né si sente nulla: saltiamo l’ultimo terrazzamento e sbuchiamo sul sentiero che ci porta all’abitazione del reverendo, a nemmeno 40m dalla casa: mentre io faccio sicurezza, puglia entra in casa e trova il prete... “SPACE il prete è morto” mi dice con tono sconsolato, “Ma che cazzo dici Puglia” gli rispondo, entro nella seconda stanza, e sembra la sceneggiatura di machete.
Ci guardiamo intorno, recuperiamo la nostra busta e filiamo via chiudendo tutto.
Nel frattempo rabbocchiamo una bottiglia d’acqua alla fontana (mi torna il sorriso: fino a quel momento avevo già bevuto oltre due litri d’acqua).
Ci appostiamo sopra a “Case Campo Chiesa” per qualche ora di riposo.
Apriamo la busta per leggere con attenzione le informazioni recuperate: si tratta del diario degli ultimi giorni di vita del prete, l’informazione di nostro interesse risulta essere quella dell’incontro tra Rozzillosky ed Hensia ad una precisa coordinata ad un determinato orario del giorno seguente, decidiamo che sarà il nostro prossimo obiettivo.
Ci accorgiamo che non siamo i soli a mangiare e riposarci lì, sono presenti nei dintorni almeno altre due interdizioni (sembrava una cena in famiglia!!).
Purtroppo, proprio mentre stiamo finendo di mangiare, inizia a piovere quindi velocizziamo l’allestimento del basha per trascorre qualche ora di riposo.
La pioggia cade a tratti molto intensa quindi decidiamo di allungare lo stop fino a quando sentiamo il ritmo calare...

12/07, sabato – 04:30

Ci facciamo qualcosa di caldo e siamo pronti per ripartire in modo da arrivare al luogo dell’incontro con il favore del buio, abbiamo fino alle 13:00 per trovare un posto comodo da cui osservare.
Siamo appena ripartiti quando, mentre scendiamo, un avvallamento mi fa mettere male il piede... faccio letteralmente un volo nella terrazza sottostante, Space dice di avermi visto letteralmente morto! Per fortuna rovino un po’ l’equipaggiamento ma io non mi faccio nulla.
Arrivati allo coordinata dell’incontro iniziamo a studiare il luogo facendo diversi giri intorno all’incrocio ed al casolare.
Benché ci fossero molti luoghi ottimali per infilarsi ad osservare, ne Io ne Space siamo dei campioni di silenziosità, quindi privilegiamo un luogo meno “sulla scena” ma con una “USCITA DI EMERGENZA” comoda.
Trovato il punto dove ci apposteremo in osservazione, facciamo una cache ad un centinaio di metri ed attendiamo l’arrivo dei personaggi.
Dopo qualche ora di attesa ci siamo: arriva prima una jeep blu con a bordo Rozzillosky ed alcuni abitanti del villaggio, mentre dopo pochi minuti arriva un veicolo grigio: sono Hensia ed i contractor.
Dopo alcune scaramucce, i due parlano di un “contratto” ed Hensia consegna a Rozzillosky ed i suoi una valigia piena di soldi: gli abitanti sono felici e si promettono di festeggiare il risultato raggiunto mentre Hensia gli diffida a non farsi più vedere “giù”.
Rimaniamo occultati sino a quando se ne vanno tutti poi torniamo alla cache per recuperare gli zaini.

12/07, sabato – 13:30

Dobbiamo iniziare a muoverci verso l’area gialla.
Nel frattempo abbiamo notizia che l’altro brik è in osservazione sull’obiettivo che potrebbe essere il laboratorio: inutile andare anche noi con loro, il rischio di impattare con le contro è troppo alto ed abbiamo già quattro persone in zona.
Ci dirigiamo piuttosto verso il margine ovest dell’area gialla, luogo di rendez-vous con gli altri per procedere con l’esfiltrazione a team unito.
La discesa scorre abbastanza agevole tra salti da un terrazzamento all’altro ed il solito groviglio di rovi e cespugli faticosamente attraversabili.
In breve tempo siamo sul fiume in fondo alla valle e notiamo che è guadabile, tuttavia ci muoviamo con cautela nella direzione del ponte segnalato sulla mappa fornita.
Sentiamo delle voci dall’altra parte del fiume quindi ci spostiamo con ancor più cautela: sappiamo che ora la zona è caldissima.
Passiamo sotto il ponte e siamo in piena area gialla.
Ci infiliamo nel fitto pronti ad attraversare la strada che taglia la zona: stiamo uscendo quando compare un contatto che da solo percorre la carraia: ci congeliamo, ci passa a due metri, non ci vede.
Non appena scompare dalla nostra visuale saltiamo fuori e andiamo più veloce che possiamo lontano da strade e sentieri; andiamo talmente forte che ad un certo punto non sappiamo più dove siamo: è il caso di fermarsi e fare il punto della situazione.
Quando, con gps e cartina, verifichiamo la nostra posizione siamo increduli... abbiamo fatto oltre 300 m in una manciata di minuti ed il punto di RV è sempre più vicino.
Dopo un pò siamo in vista di due casolari collegati ad un generatore, passiamo vicino al primo casolare e lo vediamo vuoto, e, sbagliando, ci allontaniamo in fretta.
Scopriremo poi dall’altro team che il secondo casolare, quello non perlustrato, conteneva il meteorite.
Credendo che ci fosse solo l’obj Laboratorio in mezzo al campo, ed avendoci comunicato l’altro team di aver individuato dei casolari con molto movimento etc. credevamo fosse qualcosa non di nostro interesse… gravissimo errore.
Nel giro di una mezzora siamo alla zona di RV, cerchiamo un posto riparato e contattiamo gli altri, senza ricevere risposta.
Scopriremo che nell’assalto a quello che doveva essere il laboratorio sono stati presi.
Li attendiamo per alcune ore fino al loro arrivo intorno alle 19.30 .

Team1;

12/06, venerdì

Partiamo (narra VITTO) presto da Sanremo, e arriviamo a Molini di Triora per tempo. Ci presentiamo al briefing alle 0800, ci chiariamo gli ultimi dubbi, e facciamo colazione al bar del paese.
Poco dopo siamo al primo punto di infiltrazione, dove ci vestiamo e ci separiamo da Space e Puglia. Raggiungiamo poi il secondo, ed entriamo anche noi in gioco. Ovviamente entra in gioco anche la pioggia, ormai consueto compagno di pattuglia, ma contiamo che la foresta sia copertura sufficiente.
Iniziamo così la rotta di avvicinamento all'area dove era stato rilevato il disturbatore radio. Avevamo identificato due possibili collocazioni per l'installazione, una in cima al promontorio, l'altra appena sotto; per questo il piano prevedeva di avvicinarci da sud, mantenendo per quanto possibile la quota sul limitare dell'AO. Avanziamo mantenendoci a distanza da qualsiasi segno di sentieri o altre zone di passaggio, congelandoci ad ogni segno di presenza umana. A circa metà dell'avvicinamento, ci fermiamo al punto da noi marcato come POA, dove tentare di osservare il percorso dei nostri compagni, ma purtroppo (complice la fitta vegetazione) il 15x a nostra disposizione non è sufficiente. Breve sosta, e ripartiamo.
Ancora un paio d'ore di marcia e raggiungiamo l'area a sud della zona calda. Lasciamo gli zaini in un punto sicuro, e iniziamo l'avvicinamento alla prima posizione stimata dell'obbiettivo, in cima al promontorio. In quel momento arriva una comunicazione: "Qui Space, abbiamo visuale sull'obj. Antenna bianca e rossa, in uno spiazzo, a est rispetto a dove abbiamo marcato la prima posizione sul promontorio". Per fortuna i nostri compagni con il 50x avevano avuto più successo! Pronti all'azione, avanziamo nel silenzio più assoluto. Arrivati a un centinaio di metri, però, vediamo alcuni operatori non identificati bivaccare sul promontorio, montando tende e con atteggiamento da pattuglia.
Dopo un'ora di osservazione, non sembrano avere intenzione di andarsene, quindi decidiamo di allontanarci sfruttando i tuoni e la pioggia che rinforzava per coprire i nostri rumori. Studiando la mappa, Genio e Bonna propongono un avvicinamento alternativo, stando sul limite est del promontorio; ci avviciniamo quindi di nuovo, due alla volta, e stando più bassi riusciamo ad evitare contatti. Arriviamo sul luogo comunicatoci, ma ci troviamo sul dirupo, coperti dagli alberi, e di spiazzo e parabola nessun segno. Mentre gli operatori che avevamo eluso si muovono a pochi metri da noi, comunichiamo con i nostri compagni per fargli capire dove siamo, ed avere nuove indicazioni. Ci dicono che l'obj è sotto di noi... per l'esattezza, un dirupo più giù. $#%&.
Con fatica, ripercorriamo i nostri passi a ritroso, con un occhio al dirupo e l'altro alla posizione della pattuglia sopra di noi. Rientriamo alla cache e facciamo il punto della situazione: siamo ormai all'imbrunire e ci aspetta una bella discesa, quindi zaini in spalla, meglio muoverci. Costeggiamo l'area d'interesse mentre scendiamo di quasi 200m di quota in poco più di 300m di distanza, con la pioggia, ora un po' più lieve, a rendere scivolose le pietre, ed è subito notte. Ci congeliamo di nuovo 2-3 volte vedendo luci sul nostro percorso, ed iniziamo a scendere di roccia in roccia per evitare la pista più facilmente trafficata. Finalmente arriviamo dove spiana, e nell'oscurità scorgiamo un led rosso: dev'essere il disturbatore! Tenendo luci rosse ad altezza piedi, ci accorgiamo come sia a sbalzo dal percorso di pietra su cui siamo fermi, per cui ci avviciniamo tenendo uno lo zaino dell'altro, coprendo ogni direzione. Lasciamo una carica di C4, comunichiamo al comando, e via come il vento. Approfittiamo della veduta anche per marcare dove vediamo le luci nella vallata, per poter meglio individuare gli obbiettivi il mattino seguente.
Proseguiamo la discesa fino alla parte a sud della zona disturbatore, dove essendo ormai le 0000, senza luna nè stelle, ci fermiamo per la notte. Beef&potato per tutti, e sveglia alle 0600 per ripartire.
La pioggia ci aveva illuso di una notte tranquilla dandoci tempo per mangiare, ma di certo non aveva intenzione di farci dormire.

13/06, sabato

0700 siamo in marcia, proseguendo la discesa nella valle, alla ricerca del laboratorio. Arriviamo senza troppe difficoltà nell'"area gialla", ed individuiamo a un centinaio di metri il QG nemico. Facciamo un paio di foto, e sfiliamo, attaversando il torrente accanto. Ci siamo dati come obbiettivo la zona a nord est della zona calda, dove avevamo notato la maggior concentrazione di luci nottetempo. Passando di bosco in bosco, attraversando torrenti e strade, ma soprattutto evitando le inummerevoli pattuglie appiedate e non, con un lungo avvicinamento riusciamo a prendere una posizione abbastanza favorevole a una sessantina di metri da un paio di casolari molto sospetti. Ci mettiamo in osservazione, segnando i tempi delle pattuglie di ronda e dei cambi della guardia, ma non sono purtroppo regolari; rischiamo anche di essere scoperti a causa di uno scontro fra la controinterdizione e una pattuglia che passava sotto di noi, ma con un po' di sangue freddo gestiamo la situazione. Arriviamo a una conclusione: se vogliamo entrare, non possiamo certo passare dalla strada. Il tempo passa, e arrivati ormai alle 1430, decidiamo di agire. Ci caliamo nel greto del torrente che costeggiava la strada, e silenziosamente lo percorriamo fino all'altezza degli edifici. Ci apprestiamo a risalire la riva che ci avrebbe riportato in strada, ma all'impovviso una figura umana appare esattamente sopra di noi. Ci congeliamo, sperano che il buio ci copra, ma riconosce qualcosa: Genio lo punta ed elimina. Il suo compagno decide di venire a controllare, e stavolta non abbiamo la stessa fortuna, perchè si accorge subito di noi ed iniziano a volare i pallini. Il problema è che siamo nella posizione più assurda possibile, appesi a radici tenendoci in puntamento per miracolo... Bonna riesce a salire, ma lui e un difensore si eliminano a vicenda. Veniamo colpiti anche noi altri mentre cerchiamo di fare lo stesso.
Veniamo catturati: disarmati, incappucciati e caricati su una jeep, ognuno ripassando a mente la storia di copertura.
Arrivati alla meta, ci scaricano e ci mettono contro un muro, interrogandoci ed accusandoci di essere loro nemici; la copertura sembra però reggere, grazie anche al nostro 'Comandante' Matteo "Boia" che diamo come numero da chiamare per confermare la nostra storia. A qualcuno però scappa che potessimo essere in sei, e non in 4; veniamo allora presi, perquisiti di nuovo, interrogati separatamente e poi lasciati in cella 'da soli', ma con in realtà un nemico fra noi a fingersi amico per ascoltare se ci fosse scappato qualcosa.
Zarruele, 17esima e tutti voi di contro, grandissimi complimenti... riuscite a far vivere l'esperienza al 100% senza che mai sembri di cattivo gusto. Davvero, siete grandi!

Il comando nemico decide di lasciarci 'in culandia', nella zona nord-est dell'AO. Una volta ripresici, facciamo il punto ed essendo ormai le1800 cerchiamo di tracciare una rotta verso il punto di rendezvous con Space e Puglia, attraversando l'area di interesse per cercare eventualmente traccia del nostro Obj, nonostante i tempi iniziassero a stringersi. Con parecchie difficoltà dovute al terreno e alla non praticabilità di qualsiasi cosa la carta indicasse come sentiero secondario, riusciamo a sfilare nei pressi di un borgo e a rimetterci sulla retta via, direzione Ovest/SudOvest. Attraversiamo un torrente accanto a un ponte diroccato, costeggiamo il filo spinato fino a trovare un passaggio, passando di nuovo di bosco in bosco per eludere le contro che pattugliavano i sentieri. Arriviamo in vista di un paio di casolari, nella zona di una polveriera, e li esploriamo, ma nulla. Ci rimettiamo in marcia fino ad arrivare in vista di altri edifici, da cui sentiamo il rumore di un generatore: dev'esserci qualcosa. Vediamo due uomini di guardia, e ci imboschiamo per raccogliere le idee.
A quest'ora, non possiamo permetterci di essere visti. Non possiamo nemmeno fare un giro diverso, il nostro percorso passa di qui. Decidiamo di uscire silenziosi, eliminare rapidamente la contro se presente, ed esplorare gli edifici. L'attesa ci premia: usciamo rapidi e non c'è nessuno ad attenderci. Entriamo nel primo edificio, nulla. Secondo edificio, attraversiamo una tenda di decontaminazione, e ci troviamo davanti all'asteroide. Beh, qualcosa qui sembra esserci.
Fotografiamo tutto, prendiamo un reperto, ed usciamo invisibili come siamo entrati. Evitiamo ancora qualche pattuglia e ci fermiamo a fare il punto nei pressi di una parete di filo spinato, ormai a 180m dall'RV, chiedendo consigli ai nostri compagni su come superarlo. Mentre comunichiamo con loro, la stanchezza ha il sopravvento, e non ci accorgiamo del vicino pericolo finchè brevi raffiche non eliminano due di noi. Colti alla sprovvista e con le spalle al muro (di filo spinato), veniamo rapidamente eliminati. Fortunatamente veniamo rilasciati, con grande sollievo di tutti, e riusciamo a raggiungere di lì a poco i nostri amici che non si erano accorti di nulla.
Finalmente insieme, riposiamo un'oretta raccontandoci cosa fosse successo nelle ultime 36h, e preparandoci per la rotta di esfiltrazione. Avevamo pianificato di risalire con il favore delle tenebre fin quasi alla quota del secondo punto di infiltrazione, bivaccare in quota e esfiltrare in orario il mattino seguente. Alle 2100 partiamo, evitando ancora i sentieri fin quando non fossimo distanti dalla zona calda, per poi affrontare quello che rappresentava l'unica risalita agibile verso la nostra meta con il favore delle tenebre. Di nuovo aiutandoci con le luci rosse tenute ad altezza ginocchio, saliamo fin troppo veloci, congelandoci appena vediamo luci e aggirandole. Arriviamo al punto di bivacco previsto alle 0200, facciamo nuovamente il campo con un tarp ad altezza suolo, mangiamo qualcosa di caldo e tutti a nanna.

16/06, domenica

Sveglia alle 0600, mangiamo qualcosa e alle 0700 il campo è scomparso. In compenso, scoppia il peggior accquazzone possibile, e velocemente partiamo alla volta del punto di esfiltrazione.
Alle 0841 Camshot esfiltra, concludendo il nostro Punto Zero.
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Tirando le somme. L’evento ha superato le nostre più rosee aspettative, organizzazione, luogo, giocata, interrogatorio tutto…. Fantastico. (Pranzo stavo per scordarmi il pranzo!!!!!!)
Inizia essere bello riconoscere qualche faccia dei presenti al circuito, mille grazie ad Ansia e Roz. per averci dato l’opportunità di partecipare.
Non mi prolungo in ulteriori smielate, unica cosa che mi sento di dire è che se domani stesso mi arrivasse una altra busta, fosse l’evento il giorno dopo, non mancherei per nulla al mondo!

Ciao a tutti!!
CAMSHOT!

Una citazione dalla giocata “Qui Easy per HQ ho preso i camshot” – “eh sì me sono venuti in bocca” – “ha be se non ti vengono in bocca loro…” :D

Grazie ancora!
#591
PUNTO ZERO
OP. GENESI “RIEDITION”
22-23-24 GIUGNO 2015.
Debriefing ASD T.N.T. Torino

Arrivate tutte le informazioni per l’evento la prima cosa da fare….aprire la cartina dell’AO.
La zona appare subito impegnativa, la squadra si dividerà in due team da 3 ( Team Alpha –Lince: Gianni, Lara e Vittorio e Team Bravo – Corvo: Davide, Stefano e Andrea.)
Lara e Andrea si occupano della copertura con storia e documenti, tutti gli altri pianificazione evento.
Decidiamo di partire il giovedì sera. Il ritrovo è sotto casa di Gianni, alle dieci di sera tutti in macchina si parte…..Punto zero stiamo arrivando.

Arrivati alla coordinata del parcheggio ci fermiamo e iniziamo a montare le tende (anzi lanciare le tende, con la quequa è così semplice aprirla e chiuderla), non siamo soli con noi altri team che si apprestano a passare la notte. Sveglia alle cinque e mezza, ci alziamo qualche risata e iniziamo a prepararci, a breve arriveranno Ansia e Rozzilla per il briefing. Fatto il briefing ci portiamo nei nostri punti di infiltrazione, le ultime raccomandazioni e il team si divide…baci e abbracci ci si rivede domenica!

Team Alpha – Lince.
Infiltrazione 2
Zone Arancio “ disturbatore” e Blu “zona impatto”

Evitiamo di percorrere sentieri viaggiando tra quota 1100m a 1200m attraversando molti canaloni, il terreno si presenta molto difficile, con la pioggia le foglie e le pietre sono molto insidiose, bisogna fare attenzione perché gli scivoloni sono dietro l’angolo.
Arriviamo in zona Arancio intorno alle 17,00 iniziamo a monitorare la zona ma la vegetazione non permette molto campo visivo, il tempo scorre velocemente e ci ritroviamo in un punto non molto “felice”, il buio sta arrivando e con un bel temporale, siamo costretti a fermarci per non rischiare di rimanere bloccati in mezzo al niente.
Allestiamo un riparo per la pioggia mangiamo e cerchiamo di riposare aspettando la luce per poterci muovere, impossibile muoversi in sicurezza con la pioggia e al buio in quella zona. Che notte! Non ha fatto altro che piovere e piovere.
Alle prime luci ci rimettiamo in marcia per cercare il disturbatore, decidiamo di percorrere un sentiero …la nostra fortuna, il disturbatore trovato, facciamo le foto prendiamo la coordinata mettiamo l’esplosivo e comunichiamo alla DE.
Ora tocca trovare “la zona impatto”, ritorniamo fuori sentiero ma il movimento è molto lento, dopo tanto camminare e la scorta di acqua quasi al limite, finalmente troviamo un ruscello…. e si fa rifornimento di acqua. Dopo esserci caricati le borracce e i camelback di acqua ripartiamo, troviamo un sentiero che taglia la zona blu e decidiamo di seguirlo, in un attimo ci troviamo a pochi metri della zona impatto, ci troviamo in uno scontro già iniziato con altri team e tra un pò di confusione e incomprensioni sullo scontro ( risolto ) riusciamo a fare le foto e prendere la coordinata.


Nella zona non troviamo nessuna traccia o info per ritrovare la meteora, bene è stata portata via…quindi bisogna cercarla. Ci allontaniamo dall’obiettivo e una volta trovata una zona sicura facciamo il punto della situazione. Decidiamo di cercare la meteora in zona, ma nessuna traccia, la zona era molto calda, battuta dalla contro, si sentivano molti ingaggi. Contattiamo il team bravo per cercare di capire se loro avessero qualche informazione in più al riguardo, ma niente, nessuna informazione utile. Cartina alla mano cerchiamo di capire se il tempo a disposizione è abbastanza per cercare meteora e tornare indietro in tempo. La zona per cercare la meteora era molto pattugliata e muoversi di giorno voleva dire “essere catturati”, se aspettavamo il buio non avremmo avuto il tempo necessario per tornare fino al nostro punto di esfiltrazione per riuscire ad esfiltrare in tempo.
Valutiamo la nostra situazione, decidiamo di rimetterci in marcia per la strada del ritorno, la missione del team Alpha è finita, le due zone sono state acquisite. Cerchiamo di raggiungere una zona tranquilla e più vicina possibile al punto di esfiltrazione per creare il nostro bivacco per passare la notte, una volta trovata ci rilassiamo e mangiamo sono circa le otto di sera.


La notte passa veloce alle sei in piedi e pronti per ripartire verso il nostro Out.
Purtroppo abbiamo perso molto tempo il venerdì e questo ha inciso molto sul da farsi e sulla non riuscita di tutta la missione, non siamo riusciti ad acquisire tutti gli obiettivi, ma in ogni evento c’è sempre da imparare e tutto fa esperienza per non ricadere negli stessi errori.

Team Bravo – Corvo.
Infiltrazione 1
Prete e zona gialla “ laboratorio”.

Ore 9.00 ci infiltriamo da in 1, come da pianificazione …Cominciamo la nostra punto zero lungo un sentiero in discesa , cerchiamo punti per fare una recon generale del territorio ma niente troppa vegetazione e l’unica cosa che riusciamo a scorgere e un casolare abbandonato ma non rileviamo nessun movimento. Proseguiamo con la nostra pianificazione il punto successivo è trovare il prete per avere le ultime info sul dottore, appena arriviamo vediamo movimento, è una pattuglia di contro che sta pattugliando l’area, decidiamo di fermarci per qualche minuto per monitorare la pattuglia. Niente, la pattuglia sembra non tornare, decidiamo di scendere e nello stesso momento individuiamo altri team che come noi attendevano che la pattuglia si defilasse. Entriamo nella casa del prete facciamo foto del prete ucciso e recuperiamo busta con coordinate di un futuro appuntamento tra il capo villaggio e un uomo misterioso, l’appuntamento è fissato per il giorno dopo alle ore 13.00.

Comunichiamo le nuove info all’altro brik infiltratosi da in 2 e proseguiamo alla ricerca del laboratorio. Seguendo la pianificazione arriviamo ad un ponte ma non è quello che volevamo attraversare, ci accorgiamo da subito che quello sarà un punto caldo data la quantità di mezzi parcheggiati, ma dopo una rapida occhiata e nessun movimento decidiamo di muoverci in fretta e risalire la strada. Dopo un paio di tornanti sentiamo un urlo ….quello che non vorresti mai sentire “CONTATTOOOO”….. maledizione siamo finiti dritti dritti dentro ad un Check-Point ….rispondiamo all’ingaggio e fuggiamo …con il cuore in gola e i polmoni che escono dalle costole ci imboschiamo. Sentiamo la contro che ci cerca ma siamo già dalla parte opposta confronto a loro …attendiamo un po’ di tempo e ci spostiamo così da allontanarci e cercare di passare da un'altra parte, il terreno dopo una fuga del genere diventa ancora più faticoso da affrontare …Consultiamo le mappe e il GPS e ci accorgiamo di un sentiero che porta dove vogliamo andare ma ai-me è proprio sotto al Check-Point da dove siamo scappati poco prima, decidiamo di riavvicinarci piano piano. Giunti a quel famoso tornante mi accorgo che la contro ci ha già individuati e richiamo il capo-brik…. Altro ingaggio e altra fuga …….Ci nascondiamo sul dirupo del torrente coperti da un gradone di terra, anche da in piedi non scorgiamo il sentiero quindi ci diciamo abbastanza tranquilli “….prendiamo cartine e GPS e valutiamo le opportunità che abbiamo”…. Ad un certo punto sentiamo un'unica raffica provenire dal mio lato destro un membro della contro ci aveva trovati ….maledizione !!!!!!! Ci catturano e ci portano al QG per l’ interrogatorio, li raccontiamo la nostra storia di copertura e veniamo rilasciati dopo poco tempo ….Continuiamo a cercare il laboratorio ma niente non riusciamo a localizzarlo …. Giriamo in lungo e il largo ma nulla…troviamo pero il QG …allora decidiamo di fare una recon, comunicando via radio tra di noi per coordinarci …. Anche qui veniamo sorpresi da una pattuglia di contro che aveva scansionato i canali e ci ascoltava … dopo un po’ riusciamo a sganciarci e a ripararci in zona sicura sempre rimanendo in quota …Nel perlustrare l’area Dado si imbatte in un drone

facciamo foto e recuperiamo un chip ….. ormai è notte fonda decidiamo di riposarci un po’ …ad un tratto si sente un urlo e ci svegliamo già convinti che una pattuglia di contro ci avesse trovato …ma invece ci rendiamo conto che era Dado che aveva urlato per la presenza inquietante di uno scorpione a 20 cm da suo braccio …..che strizza!!!!!!

Il tempo inclemente nei nostri confronti e di tutti i partecipanti non demorde e continua a scaricarci addosso secchiate di pioggia …. La mattina del sabato cominciamo ad incamminarci per il famoso incontro delle 13.00 sempre rimanendo all’erta e sempre cercando il laboratorio. Ore 12.00 circa siamo sul posto e ci cerchiamo i punti per fotografare l’incontro, tra piante di ciliegie e ruderi ci piazziamo e attendiamo ….sentiamo rumori di auto ed ecco Rozzillosky comparire a bordo di un fuoristrada verde …tutti gli occupanti scendono urlando e fanno cordone di sicurezza…dopo pochi minuti ecco un altro mezzo arrivare sul punto un fuoristrada bianco con a bordo Hansia…i due si scambiano una valigetta piena di soldi e si accordano sulle zone di pertinenza, subito dopo così come erano arrivati …scompaiono a bordo dei loro mezzi ….

Ci infrattiamo, facciamo il punto e ci sentiamo con gli altri membri della pattuglia per valutare il da farsi …le gambe sono quasi alla frutta …Decidiamo di bivaccare in zona sicura per recuperare le forze ..Dopo qualche ora cominciamo a risalire in quota ….è pomeriggio inoltrato e mentre risaliamo il sentiero che porta all’esfiltrazione continuiamo a sentire urla e scontri sotto di noi …non vediamo nulla sentiamo solo mezzi in movimento e continui ingaggi ….Prepariamo il bivacco per la notte in zona out e ci rifocilliamo …. Pronti per l’esfiltrazione delle ore 7.00.



H 07.15/ 07.30 team Alpha e team Lince esfiltrati! Finalmente ci rivediamo, saluti e abbracci, le solite battute…..tutti a raccontare la propria visione di questo Punto Zero, tutti felici e sorridenti …stanchi ma felici, nonostante i chilometri percorsi in un territorio molto difficile, nonostante la pioggia presa, nonostante le cadute, nonostante tutto….FELICI! Questo è quello che ti lasciano addosso questi eventi….la felicità, la gioia di esserci stato. Dopo esserci cambiati andiamo in paese a fare colazione, finalmente si mangia….

Attendiamo le undici e ci dirigiamo al ristorante dove verrà fatto il debriefing e dove finalmente ci riuniremo tutti: interditori, contro-interditori e organizzatori…..la parte più bella di questi eventi, il pranzo dove si rivedono vecchi amici e dove si conoscono nuovi amici, tutti insieme a ridere e scherzare…..tutti uniti dalla stessa passione come una grande famiglia allargata.
Grazie a tutti voi Zarruele, a tutti voi 17^ Rangers…..grazie perché riuscite sempre ad emozionare. Grazie per tutto quello che fate e per come lo fate!

Lara
Andrea
ASD TNT Torino
#593
Ciao a tutti, sono a postarvi il Debriefing STINGERS BESOZZO SAT (VA)
PUNTO ZERO - OP. GENESI “RIEDITION” - 12-13-14 GIUGNO 2015.

Lo scrivere a freddo un debriefing è sempre piacevole, ti permette di rivivere le emozioni e le sensazioni vissute in quei momenti.
Ringraziandovi per tutto quanto ci avete permesso di vivere in queste 48h, sono a postarvi il nostro debriefing, il nostro film, i nostri incubi.
È doveroso dire, che la voglia di una 48h del genere ci ha permesso di superare anche i momenti più difficili con lo spirito giusto e quel pizzco di “maggior prudenza” che un evento di questa portata richiede.
Grazie davvero a tutti e speriamo di poter scrivere un buon deb quale giusta ricompensa al vostro impegno.

La nostra pianificazione si può dire cominci da molto lontano, Madesimo 2013, li abbiamo cominciato a farci i nostri film sul come avremmo interpretato un evento del genere, ed una volta ricevuto il book, abbiamo capito che il momento era arrivato.
La nostra pianificazione ci ha fatto splittare il team in due sfruttando i due punti di infiltrazione, pertanto anche il deb è stato scritto dai rispettivi team, “Max 1” e “Max 2” e qui di seguito trovate un sunto di quanto siam riusciti e non riusciti a fare.

Punto Zero 2015 – Genesi Riedition – 12/13/14 Giugno 2015
Tutte le info ci son arrivate nelle giornate che ci eran state dette, nel pieno rispetto dell’organizzazione di Punto Zero, risultata anche questa volta impeccabile, per dedizione degli operatori partecipanti in contro e la cura dei particolari da parte della 17° Ranger e Zarruele.

Ricevuto il book, Iniziamo ad analizzare l’AO e ci rendiamo conto che le curve di livello in taluni punti si presentano molto molto vicine, sinonimo di pendii scoscesi e pericoli per il passaggio e subito il primo commento, …. “Non sarà una passeggiata!” La pianificazione richiede tempo e così ci ritroviamo più volte a discuterla e commentarla nell’intento di trovare l’idea giusta, l’alternativa, la soluzione appropriata.

Alla ricezione del book scopriamo di avere a disposizione due punti di infiltrazione e verificata l’AO ne capiamo il motivo e decidiamo di sfruttare tale opportunità. La squadra entrerà splittata!
Max 1 entra in AO da Infil più a Nord e Max 2 sul versante Sud, quindi infiltrerà dalla Chiesetta.
Deciso il piano d’azione i due team procedono alle rispettive pianificazioni, si ha abbastanza tempo per svolgere con calma i rispettivi compiti.

Arriviamo così al giorno della partenza, pianificata da Varese alle ore 20 di Giovedì 11/06.
Il giorno stesso, circa ad un paio d’ore dalla partenza, riceviamo notizia che l’area operativa è coperta solo da un operatore telefonico e quindi all’ultimo ci occupiamo di reperire due numeri, uno per team, di quel specifico gestore, risolviamo nel giro di un’ora e quindi anche questo è fatto, e cominciamo puntualmente il giro raccolta membri del team e si parte.

Arriviamo in Liguria il Giovedì notte in attesa di presentarci puntuali al Briefing in Località Molini di Triora alle ore 8,00.
Si dormicchia un pochino e qualcuno cade in un sonno profondo, ma la mattina siamo tutti pronti; …. ci siamo il momento è arrivato ed ora dobbiamo mettere in pratica ciò che ci siam ripassati a mente mille e più volte, ognuno con le proprie preoccupazioni le proprie tensioni ed ansie.
Ripassiamo la storia di copertura, ed un attiamo dopo passiamo ai preparativi dei materiali, sebbene il tempo inclemente, sappiamo di dover portare con noi molta acqua.

I due team son così costituiti: Max 1 – Gas e NewSpirit e Max 2 – Red, Snake, Shrek e Bat.
Max 1 fungerà da osservatore, mentre Max 2 è un team di 4 operatori sul versante Sud che si occuperà dell’acquisizione obiettivi e recon, qualora dal versante opposto non sia possibile identificare gli Obj.
Siamo alla partenza e ci scambiamo i saluti di rito e ci si da appuntamento al punto di RV per terminare assieme la missione sui vari Obj, in zona 401750 E – 4868340 N.

Le rotte pianificate per entrambi i team prevedono lo sfruttamento al massimo delle curve di livello, fattore non trascurabile per navigazione fuori sentiero, ci serve non sfiancarci da subito sui lunghi trasferimenti.
Cominciata la missione, le pianificazioni cominciano ad incontrare le prime difficolta ed a ricevere le prime correzioni, i dislivelli si presentano ancora più ostici di quanto previsto e le gole da percorrere ancora più ampie e difficili.

• MAX 1 entra alle coordinate 32T 400108 4868651 alle ore 10.40

https://goo.gl/photos/wNzK6bxVH77eSbzNA Max 1

Il Primo POA viene organizzato 700 m prima di quello previsto, abbiamo individuato un punto interessante per sfruttare meglio l’altezza e la pendenza ma non riusciamo a scorgere nulla. Decidiamo di scendere, e costituiamo POA2 e bingo sul versante opposto ecco il disturbatore ma non ci è ben chiaro di cosa si tratti, dobbiamo dare indicazioni migliori all’altro team, dirigiamo quindi verso Est per POA3.
La posizione particolarmente favorevole ci permette di distinguere chiaramente una parabola Bianca e Rossa, decidiamo di rimanere in osservazione e scattare qualche foto, scorgiamo i primi team salire a metà pomeriggio e riusciamo a fare qualche foto anche a loro.
https://goo.gl/photos/FzeSF4qnS1eUJ2if7 POA 1
https://goo.gl/photos/3GrkKA6UegUDSowi6 POA 2
https://goo.gl/photos/GqYEqJDWNYSbonwk8
https://goo.gl/photos/owauxpjoepmvtnS38
https://goo.gl/photos/K2NB1118HJuwR3Rz6
https://goo.gl/photos/JKKZXwyuGKFtZDsr7 Minamento del disturbatore

Comunichiamo le coordinate precise al team Max 2 ed indichiamo la via più agevole per il punto di ingresso, nelle comunicazioni intercorse avevamo appreso delle difficoltà incontrate in taluni punti di passaggio.

Scende la sera e dobbiamo muovere per l’altro nostro Obj, dobbiamo raggiungere il Prete alle prime ore di buio e così cerchiamo delle rotte agevoli mantenendoci su buone curve di livello, depressioni e conformazioni dei monti non ci agevolano, alcuni passaggi son troppo difficili di notte e sotto la pioggia che come da previsioni si presenta a salutarci, dobbiamo ricalcolare e muovere verso l’alto per sfruttare qualche spazio più aperto.
Dopo un punto d’empasse su di un pendio dobbiamo ritornare sui nostri passi e sfruttare un sentiero per scendere di quota in sicurezza.
Raggiungiamo l’ubicazione del Prete da Nord, scendendo con del ritardo è ormai l’una di notte, ma una volta in osservazione e verificato che fosse libero decidiamo di entrare. Povero Prete!!
https://goo.gl/photos/PKjd3cbfgUf3wDn57
https://goo.gl/photos/DNhQZXPy3irYLCEWA
https://goo.gl/photos/xmPkDYHVDxMWadEi6

Cerchiamo un pochino e recuperiamo le info che ci ha lasciato.
In uscita dalla casetta, risistemiamo tutto come lo abbiamo trovato, richiudiamo le porte e sistemiamo i legacci,…. nel caso una pattuglia fosse venuta a controllare e si fosse messa in allarme trovando tutto aperto.

Terminato il lavoro sul prete ritorniamo in zona sicura per una breve sosta, sosta che viene anticipata per via di un temporale in arrivo. Tempismo perfetto!
Riusciamo ad approntare la basha, ci cambiamo per riposare asciutti, e si scatena il temporale. Poco male, siamo al riparo e riusciamo a preparare qualcosa di caldo prima di dormire, ci concediamo qualche ora di sonno.
Intorno alle 5,00 ci svegliamo e dopo una colazione calda ricontrolliamo le info recuperate dal prete, facciamo il punto ed individuato il luogo dell’incontro, tracciamo una nuova rotta, nella nostra pianificazione avevamo previsto che il Prete avrebbe potuto fornire l’ubicazione di qualche ulteriore Obj da controllare. Dobbiamo andare all’incontro tra Rozzilosky ed altri individui per capire cosa succederà.

Abbiamo del tempo a disposizione, lo impieghiamo per un ulteriore controllo dell’area a valle e ci posizioniamo per un nuovo punto di osservazione, siccome ci siam rimessi i panni umidi della sera precedente, ci posizioniamo al sole o quel poco che ne esce, in cerca di calore.
https://goo.gl/photos/FSTdB9zNeUMMNK5Z7
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https://goo.gl/photos/HNtv2NRBmYeWjv7s5
https://goo.gl/photos/qa6ZgkD396ShCE3JA
https://goo.gl/photos/ZYZBwNG7z156kojN9

Cominciamo la discesa, e con largo anticipo ci presentiamo al luogo dell’incontro, prendiamo posizione e facciamo una piccola recon dell’area circostante nell’intento di avere buona visibilità e possibilità di ascolto senza essere individuati, troviamo la posizione giusta poco sopra una fontanella accanto all’edificio diroccato, siamo veramente a pochi metri.
Fontanella?? … visto il tempo a nostra disposizione, prontamente la sfruttiamo e ci riapprovvigioniamo di acqua.

Ci disponiamo una decina di metri sopra ed attendiamo le ore 15 del 13/06, sono circa le 14, ci prepariamo il punto di osservazione.
Ci siamo!! …. una quindicina di minuti prima sentiamo dei fuori strada salire, ed arrivano in Obj, scendono degli operatori, che controllano la zona, ci dobbiamo congelare, sono veramente vicini ed uno mi sta a pochi metri, non ho idea se mi ha visto e me la vuol far giocare o se non mi notato, comunque non fa un piega, forse è andata bene ma mi rendo conto che avrei potuto far di meglio, un piccolo errore di valutazione da parte mia, da lì a pochi minuti arriva il secondo mezzo ed ecco i personaggi dell’incontro.
Nell’intento di carpire meglio le info derivanti dall’incontro, lasciamo una 20 di metri tra me e Gas, ci siamo, dopo le discussioni di rito risalgono sui mezzi e se ne vanno.
L’accordo si è concluso ed anche il villaggio è stato venduto.
Purtroppo a scambio concluso, una pattuglia scende dal sentiero proveniente da Nord, e questo ci obbliga ad attendere il momento opportuno per sganciarci dall’obbiettivo.
Li ho a circa 2-3 metri, forse ho sbagliato in pieno…. altro che piccolo errore … ma non si accorgono di nulla, rimango in attesa del momento giusto per mettere qualche metro di distanza e per esser pronto ad ingaggiare, … fortunatamente se ne vanno, ma non avendo la visuale completa, aspetto circa una mezz’ora per uscire dalla nicchia che avevo ricavato con pazienza nei rovi a bordo sentiero, non potendo muovermi son riuscito a prendere solo delle brutte foto, inservibili!!

Finita l’attesa, scendo verso la fontanella, e riusciamo a ricongiungerci e riprendere la rotta che ci porterà al fiume dove abbiamo deciso di attraversare, il nostro way point di passaggio fiume designato, siamo a circa una sessantina di metri dal punto pianificato ed incontriamo una recinzione, decidiamo di seguirla, nel book c’era scritto di non entrare in spazi recintati, lungo rotta di aggiramento però la troviamo abbattuta in più punti, ok si tratta di qualcosa in disuso, ma abbiamo dei rumori sopra di noi, voci nitide, ci accorgiamo di una pattuglia in transito a poche decine di metri dalla nostra postazione, sono sopra di noi e ci sfilano.
Rimaniamo congelati in attesa di capire di cosa si tratti, una volta scorta la strada, la costeggiamo tenendo il fiume alla nostra destra nell’intento di capire dove porti, siamo tra la strada ed il fiume ed arriviamo al punto di esser obbligati ad attraversare.
In lontananza udiamo un generatore e decidiamo di fare una recon più minuziosa e dirigiamo verso i rumori percepiti. Man mano che ci avviciniamo scorgiamo l’edificio con evidente presenza di attività.

Non ci è ancora noto di cosa si tratti, ma oramai siamo a poche decine di metri dalla costruzione, una carrabile nei pressi, dobbiamo decidere, in pratica siamo già dentro l’obj, una sentinella si avvicina e crediamo ci abbia individuato, prima che abbia certezza di quel che può aver visto e chiami anche una FIR, tentiamo una Direct Action, riusciamo ad avere la meglio sui tre operatori a difesa, e vinciamo l’ingaggio.

Dobbiamo muoverci, prima che arrivi la FIR, aggiriamo l’edificio ed entriamo dall’unica porta utilizzabile e chiusa con del cellophane per celare cosa vi fosse all’interno e costituire una sorta di cella di sicurezza. Mi accorgo di un sensore a terra, dei led rossi, non ho tempo di capire di cosa si tratti e se funzionanti, dobbiamo muoverci, entriamo nell’edificio e scopriamo essere il Deposito Meteoriti, recuperiamo il campione con il nostro nome e miniamo il sito, nella fretta di levarci di li, non riusciamo a scattare nemmeno una foto. Il posto è veramente bello e ben organizzato … bravi, veramente suggestivo e la riproduzione del meteorite fantastica.
Usciamo e mettiamo metri tra noi e l’Obj, direzione SUD-Est per raggiungere RV1 con Max2.

Riusciamo a comunicare con Max 2, ma capiamo che stan pagando le difficoltà di navigazione riscontrate, difficoltà che li ha attardati e sfiancati oltre il previsto, i problemi della notte precedente, dove Snake ha piazzato un ruzzolone pesante lungo un pendio sopra il disturbatore.

Ricevute queste info, decidiamo di lasciare Max 2 libero di rivedere la propria pianificazione e decidere il da farsi. Purtroppo decidono di non arrivare al punto di RV ma di prendere con la residua luce del giorno il sentiero che porta in vetta del versante Sud, la stanchezza è tanta.
Hanno concluso i loro obj, “disturbatore” e “punto di Impatto”, purtroppo manca da individuare il Laboratorio.

Venuto meno il RV, Gas ed io, decidiamo di continuare la ricerca Obj seguendo le pattuglie, sfruttando la conformazione del terreno, nonché il canale radio della OPforce, intercettiamo i mezzi li identifichiamo, e per radio ascoltiamo dove son diretti per avere un’idea di cosa ci aspetti e dove dirigire senza disperdere ulteriori forze, viaggiare fuori sentiero e con il buio diventa presto difficoltoso tanto più che siamo in prossimità del fiume ed il rumore delle acque ci fa compagnia, .... per troppo tempo.
Da questi fattori ci rendiamo conto di essere nel cuore delle attività e che la strada attraversata in precedenza è una via primaria di comunicazione tra i vari Obj. Scorgiamo a più riprese sia pattuglie che mezzi e pertanto il movimento risulta sempre più rallentato facendoci perdere molto tempo, ma sappiamo che pagherà.

Dopo la recon su strada di passaggio, identifichiamo un chek point non pagante ai nostri fini, hanno avuto delle difficoltà con l’illuminazione e sono in attesa del mezzo per la sostituzione, decidiamo quindi di costeggiarlo ed allontanarci, fino a giungere in zona di ulteriori luci accese e voci ben distinte, identifichiamo un edificio ben illuminato con forte presenza di contro, e mezzi in sosta, mezzi che avevamo visto transitare in precedenza, probabilmente si tratta dell’HQ.
Avvicinandoci con il favore del buio pesto e con cautela arriviamo in prossimità di un tendone a ridosso dell’edificio che in quel momento era occupato da circa una decina di elementi, dove Sierra 1, il buon “Va tutto bene Muggio” è padrone della scena.

Sfruttando l’oscurità ci portiamo in maniera decisa verso l’ingresso dell’edificio, siamo ormai ad un paio di metri dalla sentinella che si palesa alla porta di ingresso, capisce e si dichiara, riusciamo a far nostro l’HQ ed entriamo a salutare.

Finite le operazioni di rito, ci allontaniamo lungo la carrabile per qualche decina di metri, prima di rientrare nel bosco, per poter riadattare gli occhi all’oscurità, sfortunatamente una pattuglia risalendo ci obbliga a congelarci, il pendio non ci permette di defilarci e quindi unica via percorribile è prepararsi ad ingaggiare, da li a qualche istante saremmo stati scoperti, ci prepariamo allo scontro, riusciamo purtroppo ad eliminare tre elementi su quattro e da li, una volta identificati, riusciamo a ributtarci nel bosco. Accidenti non ci voleva proprio!!

Durante la navigazione scorgiamo delle luci fisse rosse in prossimità di un edificio e poco distante un ulteriore edificio con sbarra, illuminata e pattugliata.
Dirigiamo verso le luci rosse, che scopriamo essere dei cialume, presenza di un telo da mimetizzazione che copre qualcosa, identifichiamo il drone.
Scendiamo dal bosco e procediamo ad ispezionarlo, ma non troviamo materiale a noi destinato e quindi procediamo al minamento e cerchiamo di allontanarci passando dietro la casa.
In uscita, la pattuglia risalendo ci blocca nel nostro punto di occultamento. Non riusciamo a sganciarci, e dopo un’attesa che ci sembra infinita ed anche con le forze che cominciano a venir meno ed appannano ogni pensiero decidiamo di ingaggiare, vinciamo lo scontro, di modo che possiamo filarcela, in direzione del nostro punto di bivacco prima della risalita per l’esfiltrazione. Eravamo molto in ritardo e stanchi forse troppo e la decisione di ingaggiare forse non doveva esser presa, altro piccolo errore… ormai è fatta.

Raggiungiamo il punto pianificato, sono ormai le 3,00 del 14/06, dobbiamo riuscire a dormire un paio di ore prima di muovere all’alba per raggiungere la vetta sopra l’ubicazione del Prete.
Alle 6,20 si riparte ed alle 7,20 siamo in vetta, siamo però a circa 2 km dall’Exfil point, e le energie cominciano a venire meno.

Fatta una buona andatura sul primo km, il secondo è interamente di salita. I tempi si dilatano, ma riusciamo ad uscire nell’orario prefissato.
Ore 09.00 Operazione Genesi Riedition, terminata per team Max 1!!

Personalmente, devo ringraziare Gas per il supporto nelle fasi più difficili, soprattutto in fase di esfiltrazione, dove sotto il temporale mi ha letteralmente spinto dandomi una mano.
Ci rimane solo il rammarico di non aver potuto far visita al Laboratorio, ma così va e così l’abbiamo dovuta accettare.
Grazie di tutto……
NewSpirt e Gas


• MAX 2 entra in AO 32T 400080 4867699 in prossimità della Chiesetta alle ore 09.40.


dopo la preparazione ed il briefing ci portiamo al nostro punto di infiltrazione salutiamo il Team Max 1 e ci infiltriamo, navighiamo lungo rotta pianificata e capiamo che non sarà affatto facile.
Arrivati al primo way point ci mettiamo in contatto con l’altro team chiedendo info tramite radio sull'andamento della loro navigazione per capire se eravamo tutti in orario con la tabella di marcia ma la distanza ci crea alcuni problemi di comunicazione quindi stabiliamo un contatto telefonico per le ore 12.00, decidiamo il silenzio radio salvo comunicazioni urgenti.
Continuiamo la nostra navigazione verso la zona Arancio “Disturbatore” attraversando dei ripidi valloni, la marcia rallenta un pò e così arrivano le ore 12.00 e prendiamo contatto con MAX 1 (32T 0401080 4867200) per avere informazioni sull' obj.
Max 1 funge da osservatore, ma purtroppo ci viene comunicato che non hanno ancora trovato nulla e che avrebbero continuato l’osservazione sul nostro versante da altra posizione.
Il TL decide così di fare una breve sosta per mangiare qualcosa, e dopo una trentina di minuti ci rimettiamo in marcia, avvicinandoci sempre più al nostro primo obj troviamo un punto dove poter occultare gli zaini e cominciare la recon sull’obiettivo, tentiamo una discesa verso il punto prefissato arrivando da Sud ma siamo costretti a cambiare i nostri piani a causa del terreno troppo in pendenza ed in prossimità di una frana, decidiamo di risalire sopra l’obiettivo e montiamo un piccolo bivacco (32T 0401415 4867430) in attesa delle info dall’altro team.

https://goo.gl/photos/4yut4BZWMLM2dtpm6

A metà pomeriggio ci comunicano le esatte coordinate del Disturbatore e bingo ci dirigiamo immediatamente verso l’obj, ma ancora una volta il terreno ci blocca su una parete quasi dritta, cerchiamo una via migliore e siamo costretti a tornare sui nostri passi. Alle ore 22.00 siamo al nostro bivacco e li decidiamo di ripararci dalla pioggia e di riposare un po’, il mattino seguente sveglia alle 5.30 facciamo una piccola colazione ripianifichiamo e scegliamo una discesa differente e finalmente dopo aver preso una via più lunga arriviamo al disturbatore e lo miniamo, con tanto sollievo ci riportiamo in quota e ritorniamo alla rotta pianificata in precedenza, durante il nostro cammino individuiamo dei posti da dove poter far osservazione in valle (32T 0401680 4867300) con la speranza di individuare del movimento o stabili da osservare ma anche qui ci accorgiamo che la montagna non ci favorisce, continuiamo sulla nostra curva di livello tenendo sempre una quota molta alta quasi limite mappa circa 1200mt cercando di scavalcare i valloni il più possibile, alle 13.00 ci fermiamo per mangiare e riposare per poi iniziare la discesa, portandoci su una quota tra i 1000 e 950 dove incrociamo un sentiero non segnalato sulla nostra carta e decidiamo di seguirlo per qualche centinaio di metri usandolo per recuperare un po di fiato, abbandoniamo il sentiero e iniziamo la discesa verso il punto di impatto del meteorite (zona Blu); decidiamo di fare una piccola pausa mentre facciamo il punto carta e occultiamo l’equipaggiamento e ci prepariamo per una recon verso la zona di impatto nel modo più stealth possibile, ci avviciniamo facendo parecchie soste per fare osservazione e ci accorgiamo che la zona e molto pattugliata, un pò strano per un solo obj, riusciamo ad avvicinarci e fotografare l’area d’impatto del meteorite,

https://goo.gl/photos/jL8hmNpcYRCdz7QZ9
https://goo.gl/photos/yxbmu8jP5NqhoWuQ7

Sentiamo una pattuglia avvicinarsi, dobbiamo tenerci a debita distanza per poterli eventualmente seguire con la speranza che ci porti ad altri siti paganti, ma a causa di un piccolo errore di uno di noi veniamo ingaggiati da un'altra pattuglia, riusciamo a mettere in atto una RAI difensiva, e ci defiliamo velocemente, arrivati in un punto “sicuro” rifacciamo il punto mappa e torniamo alla cache per recuperare gli zaini, veniamo contattati dal Team Max 1, facciamo un piccolo resoconto e gli aggiorniamo sulle condizioni fisiche del team, apprendiamo la soddisfazione per come è andata la missione e ci dicono che la nostra missione può considerarsi conclusa, in quanto ci avrebbe atteso ancora molta strada.

La nostra pianificazione prevedeva il ricongiungimento di tutta la squadra ma a causa della stanchezza di alcuni membri del gruppo ci organizziamo diversamente ed a malincuore ci rimettiamo in cammino per riportarci il più velocemente possibile in quota, senza incontrarci con Max 1.

Portandoci a circa quota 1000 cerchiamo di fare il percorso a ritroso, ormai è sera, sta diventando buio, cercando di fare più strada possibile, cerchiamo un posto per un bivacco: è buio e siamo veramente stanchi.

Verso le 6.30 ci svegliamo, rimettiamo tutto negli zaini e riprendiamo con calma la strada del ritorno...sono circa le 8,30 e siamo sotto un temporale, il nostro scout riesce a vedere la strada ad una sessantina di metri sopra di noi, la seguiamo per un pò in direzione Nord, ed ecco l'edificio vicino alla chiesetta, siamo arrivati al punto di uscita.
Siamo fuori!!

Arrivati alla chiesetta proseguiamo verso Nord dove raggiungiamo il nostro camper, qui ci cambiamo sotto il temporale ma non importa, tutti i membri della squadra hanno giocato le 48 ore ed ha tenuto duro sotto temporali, freddo di notte, caldo di giorno, sete e fatica, siamo contenti e soddisfatti.

Grazie a tutti voi!
Grazie Zarruele e Grazie 17a Rangers per questi momenti indimenticabili.

Snake e Red
#594
Arriva la tanto aspetta busta, qualche chiamata e il team si riunisce la sera stessa, la nostra Punto Zero ha inizio.
Ci sediamo intorno al tavolo, montiamo il proiettore prepariamo la lavagna inizia la pianificazione.
Comprendiamo subito dalle isoipse che non sarà una scampagnata , decidiamo dopo una lunga discussione di sfruttare entrambi i punti d’infiltrazione dividendo la squadra in due team da 3 elementi.
Arriva il giorno della partenza, carichi e con tanta voglia di vivere la nostra prima Punto Zero in interdizione divertendoci il più possibile partiamo alla volta di Triora.
Dopo un notte passata in albergo tra preparativi e scherzi notturni, ci ritroviamo in un piazzale vicino ad un distributore in disuso dove avremo il briefing prima di partire.
Saluti, briefing e di nuovo in auto verso i punti di infiltrazione; ci fermiamo tutti nel punto piu a nord, ci prepariamo , foto ricordo e ci salutiamo sapendo che ci saremmo rivisti dopo 24 h, quando avevamo pianificato il rendez-vous, ultime raccomandazioni e chiarimenti e siamo pronti.
I team sono cosi composti:
-Windu 01:
Mat
Sbo
Alfiere
-Yoda 03 :
Doc
Vecchio
Sklero.
Windu
Alle 09.30 entra in AO dal punto di Infiltrazione situato piu a nord. E iniziamo una lunga e ripida discesa per proseguire poi verso in nostro obbiettivo di giornata ovvero prete.
Durante la discesa ci rendiamo conto che i team altri di interdizione sono troppo vicini decidiamo cosi di fermarci ed aspettare cosi da poterci muovere piu liberamente e non arrecare danni ai nostri colleghi di avventura. Prendiamo l occasione al volo per mangiare qualcosa e cercare il canale della contro-interdizione cosi da recuperare piu informazioni possibili.
Yoda
Entra in AO poco prima del 10.00 dal punto di infiltrazione a sud e si dirige subito verso la zona di interesse arancione iniziamo una discesa abbastanza faticosa quando verso le 12.00 riceviamo il primo check radio di windu che ci fornisce la posizione approssimativa del obj nella zona di interesse arancione.
Decidiamo cosi di verificare e troviamo quello che potrebbe essere la nostra stazione da minare, deciamo di congelarci per verificare la presenza di pattuglie a guarnigione dell obj.
Dopo una accurata osservazione ci facciamo coraggio ed entriamo, troviamo una parabaola e un telo azzurro che copre una piccola costruzione fatiscente, come descritto da windu , gettiamo il simulacro di c4 e lasciamo l obj di corsa alle 16.30 circa mandiamo la comunicazione che obj nella zona arancio e stato minato.
Iniziamo subito a muoverci verso la zona d’ interesse blu.
Windu
Dopo aver aspettato un paio di orette ed aver appreso dalle comunicazioni radio della contr la presenza di un drone da ricognizione presente in AO, decidiamo di muoverci per andare nel punto d ‘incontro con il nostro contattato.
Dopo un lento avvicinamento entriamo in un edificio diroccato dove all’ interno troviamo il cadavere del nostro informatore crocifisso al letto e contornato da una tanfa asfissiante, iniziamo freneticamente a guardarci intorno troviamo una busta e fotografiamo i dettaglia che possano rilevanza (a nostro parere) ed abbandoniamo velocemente l ‘area.
Ci occultiamo e leggiamo il contenuto della busta, che prende a pugni le nostre speranze di avere qualche informazione sull’ubicazione dell laboratorio. Sono circa le 17.00 quando chiamiamo Yoda per informarli che non abbiamo info utili sul laboratorio e che ci dovremmo fermare nella parte a nord della vallata più a lungo del previsto perche alle ore 15.00 del giorno successivo ci sarebbe stato un incontro tra il leader del villaggio e una delegazione della multinazionale interessata al meteorite, e con la speranza di acquisire altre informazioni utili per lo svolgimento della missione decidiamo di fermarci e sapendo di avere parecchio tempo dividendo la squadre decidiamo di congelarci fino alle 15.00 nei pressi della zona dove avverra l’incontro.
Raggiunto verso le 18.00 montiamo la cache e iniziamo il lungo periodo d’attesa.
Yoda
Ci spostiamo verso la zona d’interesse blu seguendo un sentiero poco battuto che dovrebbe portarci nelel vicinanze del punto che avevamo scelto per fare la cache per la notte, una volta giunti a destinazione montiamo la cache, mangiamo qualcosa, e aspettiamo il buio per procedere verso la zona blu.
Arrivano velocemente le 20.00 quando dopo aver scaricato un po il peso partiamo; giungiamo nella zona d’interesse verso le ore 21.00 passando dentro un ruscello riusciamo a scorgere delle luci rosse sotto la nostra posizione e intuiamo che ci sono ottime possibilita che sia la zona d’impatto del meteorite ci congeliamo nelle vicinanze e iniziamo l’osservazione .
Annotiamo i tempi di durata della ronda della pattuglia dopo averli osservati per quasi due ore ma a questo punto sull obj c’è movimento, una squadra di interdizione viene avvistata ed inizia un ingaggio e questo ritarderà la nostra deep recon.
A mezzanotte entriamo nell’obj e con nostra somma sorpresa non vi troviamo il meteorite, decidiamo di lasciare lo stesso un regalo e torniamo alla cache per dormire qualche ora e aspettiamo speranzosi buone notizie da windu.
Windu
Dopo la pioggia della notte che per fortuna non ci bagnato usciamo da sotto il tarp per sgranchirci mangiamo qualcosa e verso le 14.00 ci appostiamo in attesa dell ormai prossimo incontro.
Alfiere si posiziona a pochi metri da uno spiazzo al termine di una carrabile dove crediamo possa avere luogo l’incontro mentre gli altri si appostano qualche metro sopra per avere una buona posizione per fare fuoco nel caso ci fossero spiacevoli imprevisti.
Alle 15.00 puntualissimi arriva una prima jeep seguita poco dopo da ultra, inizia a discutere i toni si infiammano ma quella che si rivela una compravendita va a buon fine. Il villaggio è stato venduto alla multinazionale, effettuiamo riprese audio e video annotiamo le targhe dei veicoli.
Anche sta volta nessuna informazione utile sull ubicazione del laboratorio.
Mentre discutiamo sulle prossime mosse sentiamo del movimento e scappiamo verso la cache. Durante la fuga alfiere scivola facendosi male alla caviglia ci fermiamo alla cache e appena tolto lo scarpone capiamo che la situazione non è delle migliori (si rivelerà una slogatura della caviglia con interessamento dei legamenti). Decidiamo di aspettare per valutare meglio l’entità dell infortunio, intanto comunichiamo a yoda le cattive notizie e decidiamo quindi di procedere con il rendez-vous.
Alfiere nonostante la caviglia gonfia vuole provare a continuare l evento cosi iniziamo a muoverci, durante la discesa verso la zona gialla notiamo dall altra parte della valle un continuo movimento della contro e annotiamo tutte le strutture che vediamo da distante per verificare in futuro cosa siano, quando ad un certo punto siamo costretti a fermarci. Alfiere non puo piu andare avanti.
Si torna alla carrabile piu vicina per chiedere l esfiltrazione che purtroppo per noi è quella dove è avvenuto l’incontro.
Dopo una marcia parecchio faticosa e dolorosa arriviamo e chiamiamo l’esfiltrazione che arriva velocemente salutiamo il nostro compagno sapendo di lasciarlo in buone mani.
Dopo un aggiornamento con yoda decidiamo di finire l evento divisi lasciando a lora il compito di trovare il laboratorio e a noi di ricognire il drone.
Yoda
Ricevute tutte le notizie raccolte intercettando le comunicazioni radio e gli edifici trovati da windu partiamo per verificarle.
La zona gialla oltre ad essere enorme e fortemente sorvegliate vediamo contro e fir muoversi freneticamente.
Decidiamo di seguirle fine a intravvedere un caseggiato scarichiamo il peso e ci avviciniamo; verso le ore 18.30 riusciamo a scattare delle foto delle edificio ed intuiamo che si tratta del qg.
Ci spostiamo verso un altro punto caldo e dopo un attenta osservazione unita alle poche informazioni raccolte capiamo essere la caserma della fir, quindi prendiamo le coordinate e osserviamo i movimenti della contro.
Aspettiamo il buoi prima di andare a verificare un altro punto piuttosto caldo dove abbiamo sentito vari ingaggi per tutto il giorno.
Verso 01.00 intravvediamo un cancello e avendo capito che esso non e distante dal laboratorio decidiamo di seguire il sentiero che lo attraversa fino ad avvistare una luce, è il laboratorio! ci fermiamo e osserviamo, presi i tempi di percorrenza della ronda entriamo all interno troviamo un pc inseriamo la chiavetta scarichiamo i dati e via.
Muovendo verso la cache notiamo una luce e uno stabile decidiamo di controllare da distante.
Dopo l’attenta osservazione capiamo essere il deposito meteorite ma decidiamo di tralasciarlo perché il tempo inizia a stringere la zona molto calda e gli ingaggi tra contro e altre squadre si susseguono e decidiamo di non rischiare , siamo solo in tre ed un ingaggio ci potrebbe costare la riuscita dell’ operazione.
Windu
Iniziamo a muoverci per cercare il drone e passiamo dall altra partre della valle. Dopo una marcia serrata iniziamo a sentire movimenti e qualche ingaggio incuriositi decidiamo di investigare intravediamo delle case e restando in ascolta sul canale della contro capiamo essere il drone ci muoviamo lentamente intorno al caseggiato intravedo una vecchia conoscenza e il drone, decidiamo visto il troppo movimento, l esiguo numero e l assenza di informazioni nel briefing sul drone di lasciarlo perdere in quanto valutato non essenziale per la riuscita della missione. Prendiamo cmq le coordinate, e muoviamo verso il nostro punto d’ infiltrazione. Raggiungiamo la cresta in tarda serata e decidiamo di concederci un po di riposo e un the caldo.
Durante la notte incontriamo dei vecchi amici sardi che non vedevo dal 2013 vi fermiamo scambiamo qualche battuta e ci salutiamo.
Aspettiamo la mattina per procedere con la lunga salita che ci porterà alla fine della nostra avventura.
Yoda
E tarda notte quando intraprendiamo la lunga marcia che ci porterà al punto di esfiltrazione e dobbiamo attraversare la zona gialla, compito che non si rivelerà facile ma dopo qualche spavento e aggirando entrambi i checkpoint ritroviamo il sentiero usato per scendere, dopo una lunga marcia arriviamo nei pressi dell esfiltrazione ci fermiamo per un bel the e per aspettare le 07.00.
Poco dopo le 07.00 usciamo dall AO e concludiamo il nostro film stanchi ma felici.
Ci rincontriamo giu in paese per una bella colazione e salutiamo tutti i ragazzi che ci hanno permesso di vivere questa punto zero.

Vorremmo ringraziare tutti i primis la 17ima e gli zarruele per la possibilità dataci di partecipare a questo splendido evento. E poi nono da meno i ragazzi della contro, senza di loro non ci saremmo divertiti tanto e un saluto a tutti i nostri compagni di avventura.
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By Ombra
#595
La preparazione a questo evento com’è già stato sottolineato inizia parecchie settimane prima, con l’avvicinarsi della data si prepara l’equipment, si studiano diverse soluzioni, si pianifica la giocata, i comportamenti, la copertura e si cerca di mantenere un allenamento che ti permetta di reggere tutte le difficoltà che sicuramente si presenteranno.
Le premesse ci sono e si cercherà di dare il meglio, non perchè ci siano trofei da portare a casa o classifiche da scalare, ma perchè ci si diverte e si arriva alla fine con un immenso bagaglio di soddisfazione personale.

Immagine

DEB a cura di Hood
La nostra coppia, Tigre 1, parte subito in direzione campo case chiesa dove è previsto l’incontro con il prete.
Decidiamo di non utilizzare alcun sentiero e lavoriamo a traccia seguendo le curve di livello, dove il terreno lo consente. Procediamo con calma e cautela ma non abbiamo alcun contatto.
Verso le 15 siamo in zona e cominciamo a perlustrare le zona senza rilevare presenze ostili. Decidiamo di rilassarci e fare un primo sonnellino. Il primo temporale ci sveglia e decidiamo quindi di allestire il nostro bivacco, circa 150 metri a monte rispetto alle coordinate del contatto con il prete.
Per le 18.30 siamo pronti all’incontro, ma rileviamo apparenti presenze ostili che vanno e vengono. Rimaniamo in osservazione, segnandoci i tempi delle presenze ed alle 20.02 entriamo. Il prete è impiccato, prendiamo la busta / diario e rientriamo al bivacco.
Il diario ci fornisce la coordinata di un meeting tra Rozzillosky e l’uomo misterioso, l’indomani alle 11.00. Decidiamo quindi di fermaci, rifocillarci, riposare e passare la notte. Nonostante il forte temporale il riparo regge e siamo asciutti fino al mattino.
Ore 5.30 la sveglia, smontiamo bivacco, check radio delle 6.00, ci prepariamo e scendiamo verso il luogo dell’incontro. Quando siamo a circa 100 metri facciamo una sosta e poi perlustriamo la zona. Tutto tranquillo e ci appostiamo.
Ore 11.00 vediamo il meeting e lo scambio di soldi. Nessuna informazione utile per scoprire dove è il laboratorio.
Tutti se ne vanno, noi decidiamo di risalire un po’ ed una pattuglia di interdizione ci ingaggia per errore. Nulla di grave, ripartiamo e alle 12.00 nuovo check radio. Decidiamo di aggirare il campo e osservare l’estremità del campo alla ricerca del laboratorio. Dall’alto osserviamo anche il villaggio senza apparenti movimenti.
La vegetazione è fittissima e vediamo poco ma nulla che sembri un laboratorio. Il team di osservazione non ha rilevato altro e decidiamo di risalire a monte e arretrare con calma. Utilizziamo due bivacchi esistenti in quota per ripararci dall’acqua e verso le 20.00 siamo a 800m dall’esfiltrazione combattuti tra fermarsi o continuare fino ad arrivare in zona esfiltrazione, lasciare gli zaini e scendere a valle in direzione del checkpoint alto.
Abbiamo un apparente contatto con la controinterdizione, in realtà erano ancora una volta team di interdizione che chiacchieravano, e ci nascondiamo. Decidiamo di cenare e fare bivacco. Alle 23.00 ci vengono comunicare le coordinate del magazzino meteorite, pensando fosse il laboratorio, ma per noi è ormai troppo tardi per tentare la discesa. Riposiamo e alle 4.00 ci alziamo, smontiamo il bivacco e lentamente ci dirigiamo verso l’esfiltrazione.

DEB a cura di Ombra
SOD ST10 team 3 AKA Tiger 3 (Heritage Tiger - anti poaching) Joe Jackson/ Jack Stone
Come pianificato infiltriamo dal punto 2 per dirigerci verso l’obbiettivo di nostra competenza: la zona d’impatto.
Il primo tratto di strada dovendo andare nella stessa direzione lo condividiamo con Tiger 2, partenza semplice su una buona strada boschiva, cercando di sfruttare il fatto di essere partiti già da una buona quota ci manteniamo alti, così da evitare di scendere e risalire le diverse vallette ben visibili su mappa. Ci aspettavamo un terreno impegnativo, quello che calpestiamo con i piedi e a volte con quattro zampe corrisponde perfettamente alle nostre aspettative, verticalità e di conseguenza poca stabilità. L’avvicinamento alla nostra zona di competenza ci porta via parecchie ore, oltrepassiamo dall’alto la zona dell’antenna e da qui proseguiamo in quota per poi iniziare la discesa in diagonale verso l’obbiettivo; ci troviamo in ottima posizione (600mt circa dall’ingresso della zona obj), a posteriori forse troppo in alto per quella che è la presenza di contro interdizione, ci siamo tenuti molto alla larga dall’antenna ma le premesse erano chiare: mai farsi individuare.
L’utilizzo della cartina è molto frequente, su questo tipo di terreno cerchiamo sempre di valutare al meglio i movimenti ed i punti che man mano vogliamo raggiungere, restiamo un po’ spiazzati dalla poca fortuna nel trovare sentieri semi battuti, sono veramente pochi, spesso e volentieri durano poche decine di metri.
La comunicazione con team 1 e 2 sono ottime e ben pianificate: check radio ogni 3 ore che durano l’indispensabile, senza mai nominare il nome dell’obbiettivo o coordinate che possano farci individuare.
Sono ormai le 19 e ci troviamo quasi sul limitare della zona a noi assegnata, la vegetazione è ben diversa da quella molto più rada a cui ci eravamo ormai abituati, si fa sempre più verde e fitta, con relativi pro e contro.
Nell’arco della giornata il tempo è stato clemente, qualche pioggerellina che neanche filtrava tra gli alberi, sembra però cambiare rapidamente, la pioggia è alterna e si fa sempre più intensa.
Come pianificato tutto il team sta lavorando al meglio, Tiger 1 bivacca a 80mt dal prete, Tiger 2 ha piazzato il Semtex sull’antenna e noi, Tiger 3, decidiamo di rilassarci un po’ esattamente sul limite d’ingresso della zona obj, si mangia qualcosa di caldo, si tira un po’ il fiato, ci si cambia per rimanere sempre asciutti ma nel mentre si pianifica il movimento da fare sull’obj, aspettando il tramonto per iniziare l’avvicinamento e il buio per entrare in azione.
Sono le 20.15, decidiamo di abbandonare gli zaini poco lontano dalla zona del bivacco, in una zona difficilmente individuabile e coperti da una rete mimetica, così da poterci muovere più velocemente ed agevolmente (senza gli zaini sembra di volare); scendiamo restando sempre sul crinale della collina su cui ci troviamo, reputiamo sia la soluzione migliore perchè non sappiamo ancora dove sia l’obj ed una buona vegetazione ci permette un’avvicinamento coperto e silenzioso; percorsa quasi tutta la zona ci spiattelliamo a terra dopo aver individuato una luce rossa sulla nostra destra ed aver sentito dei movimenti a non più di 25/30 mt quasi di fronte a noi. Restiamo in standby, cerchiamo di aprire occhi ed orecchie ma non si vede molto, nel frattempo si fa sempre più buio, dopo quindici minuti buoni lì fermi decidiamo di indietreggiare, la poca luce che ancora rimane per noi è indispensabile, vogliamo avvicinarsi in modo silenzioso ed in completa assenza di luce diventerebbe più difficile e rumoroso visto che vogliamo abbandonare il crinale in favore del bosco.
Scendiamo a valle con l’intento di arrivare al fiume, il rumore dello stesso sarebbe un’ottima copertura per l’avvicinamento ma inaspettatamente perchè non presente su mappa, a pochi passi dallo stesso, ci ritroviamo su una strada, il punto d’ ingresso è ottimo e lo spazio temporale perfetto! Restiamo in osservazione per qualche minuto, le luci rosse sull’obj diventano un paio e dal comando che stiamo intercettando via radio arriva l’ordine di accendere le torce per tutti gli operatori di contro, il buio è ormai dalla nostra parte ed iniziamo un lento avvicinamento sull’obj, l’intento è sempre lo stesso, non farsi individuare, anche perchè essendo solo in due lo scontro non sarebbe sostenibile.
Passo dopo passo ci rendiamo conto che gli operatori di contro si stanno radunando all’interno di una tenda, dalla stessa siamo ormai a 10mt ed il momento sembra essere particolarmente fortunato, gli operatori dalla tenda escono e si allontanano dall’obj; il tempo di lasciarli defilare e ci catapultiamo all’interno!
Le luci aumentano in modo sproporzionato, la zona d’impatto è interamente tracciata da luci tipo cantiere su due lati per circa 20mt, sembra impossibile non averla individuata prima ma arrivando dal dietro risultava quasi completamente coperta, la traiettoria di caduta del meteorite sembra terminare proprio all’interno della tenda, l’adrenalina si sente e sappiamo di dover fare in fretta, entriamo nella tenda.. niente meteorite!
Da qui il panico, tutto risulta confuso, non possiamo credere di aver speso quasi 12h per non trovare nulla, percorro la zona in lungo e in largo per due volte e dopo ormai troppo tempo senza aver trovato nulla prendiamo una decisione, miniamo la zona all’interno della tenda e ci allontaniamo dall’obj.
Appena allontanati inizia a piovere, questa volta in modo molto deciso, come preannunciato dai tuoni che da mezz’ora rimbombano nella valle, nel buio più completo cerchiamo di ripercorrere la strada da cui siamo arrivati che ci riporterà verso gli zaini, una volta recuperati ci rendiamo conto di essere ormai già bagnati, gli zaini sono in condizioni peggiori delle nostre perchè coperti solo da una rete mimetica e non da un telo impermeabile; l’unica cosa da fare è allestire un bivacco nel minor tempo possibile per ripararsi dall’acqua. Viene a dir poco una merda, instabile ed in grado di coprire una zona ridottissima, ma non c’è molto altro che potevamo fare in quel momento.
Mezz’oretta dopo, a temporale finito e consapevoli di non poter rimanere in quelle condizioni decidiamo di rimettere gli zaini in spalla e tentare l’avvicinamento al team 2 che ha allestito il bivacco a 600mt in linea retta dalla nostra posizione attuale; il terreno bagnato non ci è molto d’aiuto e nelle condizioni di buio più totale risulta difficile valutare la via migliore da percorrere anche se da mappa la situazione è abbastanza chiara, bisogna salire e cercare di colmare la distanza nel minor tempo possibile.
Risulta ovviamente impossibile perchè dopo un’ora circa ci rendiamo conto di esserci avvicinati di soli 150mt.. Il fatto di non aver ancora riposato si fa sentire, cerchiamo quindi un buon punto per allestire un nuovo bivacco approfittando dell’assenza di pioggia, una volta trovato, fissiamo il telo ed organizziamo gli spazi con l’obbiettivo di chiudere gli occhi per qualche ora.
E’ stata dura ma finalmente possiamo riposare un po’.. fino a quando non veniamo svegliati da un forte temporale, neanche il tempo di cantar vittoria pensando di averla scampata che la nostra unica copertura dalla pioggia ci abbandona; facciamo il possibile per salvare il salvabile cercando di coprire col corpo gli zaini, ma il temporale non molla, l’acqua ha ormai compromesso tutto quello che avevamo indosso ed una buona parte del contenuto degli zaini. SI cerca di fare il possibile, di resistere, ma non potevamo stare fermi, ormai completamente bagnati sarebbe solo peggiorata la situazione, riorganizziamo le nostre cose e riprendiamo la marcia, non c’è voluto molto per capire che sul terreno così ripido e bagnato era difficile anche stare in piedi.. Tutta questa escalation di eventi ci ha fatto prendere la decisione che mai avremmo voluto prendere, dirigerci verso l’esfiltrazione.
Finisce quindi così la nostra Puntozero, con molto rammarico, ma in quel momento sembrava la cosa giusta da fare.
A posteriori, dopo averci ragionato, e aver sentito il discorso finale dell’evento.. posso dire che ci voleva più sacrificio;
gli errori sono stati diversi, dall’aver sottovalutato la pioggia, al bivacco, al non aver ragionato sull’obj, è stato un peccato aver abbandonato gli altri team della nostra squadra e aver gettato al vento l’opportunità che offre questo evento dandoti la possibilità di partecipare, è come non aver ripagato fino a fondo chi ci ha messo l’anima per poterlo realizzare.
Ciò nonostante grazie, per la fiducia e per quest’opportunità. Viva Puntozero!

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#597
Anche se con notevole ritardo siamo riusciti a fare il nostro piccolo deb ;)

Patt. Cerberus Sat
Annibal 01 scout/capopattuglia Goblin 07 aiuto scout Prawn 08 cartografo Sguich 05 freeman One
07 aiuto cartografo Drake 09 chiusura
11 giugno 2015 ore 16:00
Partenza dall'aereoporto di Cagliari direzione Porto Torres (SS)
Ore 20:00
Imbarchiamo ci dirigiamo verso le nostre cabine ci sistemiamo e mentalmente rinventariamo tutta
l’attrezzatura si ripassa nei dettagli tutta la pianificazione….
12 giugno ’15 ore 08:30
Sbarchiamo a Genova prendiamo l'autostrada e ci dirigiamo verso il punto d’incontro stabilito per il
briefing a Molini di Triora
Ore 11:15
Incontriamo Ansia e Rozzilla ci danno gli ultimi aguagli sull’evento e foto di rito partiamo…
Ore 12:00
Arriviamo al punto di infiltrazione scelto inf.1 coord 4001871e 4869275n
iniziamo a prepararci l’adrenalina comincia a farsi sentire ci equipaggiamo di tutto punto per le 48
ore e per finire ci applichiamo il camo facciale (abbiamo notato che alcune pattuglie non l’anno
utilizzato)
foto di gruppo e si inizia…
Immagine
Ore 14:00 la punto zero a inizio
cominciamo a muoverci verso il primo wp alle coord 400300e 4868600n il peso eccessivo
dell’attrezzatura si inizia a far sentire nelle giunture e nelle parti inferiori del corpo questa e la punto
zero…
dopo alcune soste
Immagine
proseguendo verso il wp 5 alle coor.401130e 4868905n individuiamo
un piccolo puntino bianco nel versante sud rispetto alla nostra posizione
Immagine
iniziamo l’osservazione
Immagine
controlliamo la carta,facciamo una triagolazione e confermiamo che si tratta del distrurbatore alle
coordinate 401400e 4867550n…
come da pianificazione proseguiamo verso il wp6 per allestire il bivacco
Immagine
si inizia a preparare il bivacco sistemando la vegetazione in modo da occultarlo il piu’ possibile, il
punto del bivacco è stato scelto in maniera strategica tra le due carrabili principali a tre metri da un
sentiero poco battuto che le univa, alle coordinate 401624e 4869257n.
ore 18.00 la ptg si divide in due bric, bric dogo composto da 01-08-07 in direzione prete, bric husky
05-06-09 si dirigono per una ricognizione del laboratorio.
Bric dogo:il terreno si dimostra subito impervio come gia sapevamo, dopo aver seguito un piccolo
sentiero e ci siamo diretti verso est rispetto alla nostra posizione,una volta scollinati 01 chiede
direttive a 08 sulla posizione dell obbiettivo,in questo momento 07 si mette in posizione di
copertura, continuando sempre in direzione est sud-est scendiamo e troviamo una tipologia di
terreno non solita per la pattuglia,non difficile ma abbastanza impegnativo,composto da enormi
terrazze sorrette da muretti a secco, continuiamo per una trentina di metri e localizziamo un
presunto obbiettivo poi riconosciuto come bivacco di un'altra pattuglia,procediamo per la nostra
strada fino a quando non incrociamo una condotta d acqua e l esperienza ci insegna che dove c e
una tubazione o un cavo elettrico c e sempre un abitazione o uno stabile in genere,seguiamo il tubo
che ci porta fino alle casa campo chiesa, in quel momento tutta la stanchezza ,le punture di insetti e
e il sudore sparisce automaticamente si innesca un meccanismo che richiama tutti gli allenamenti in
questa situazione,ci dirigiamo con i sensi al massimo verso l obbiettivo,la prima cosa che notiamo e
un lumicino avanziamo cauti eleggeri come delle piume pronti a girare l angolo dove e sito l
ingresso dell edificio e vediamo che è pulito.
01 fa posizionare in copertura 07, 08 e 01 sono pronti a fare irruzione nello stabile,come da prassi
uno apre e uno entra,01 apre e 08 fa irruzione subito seguito da 01,entriamo e vediamo che la prima
stanza e pulita ,prima di perquisire notiamo che c e un'altra stanza,ripetiamo la procedura e come
entriamo vediamo il corpo del prete,notiamo subito che è stato torturato,mutilato e ucciso,iniziamo
subito con i rilevamenti fotografici e acquisizione di informazioni,un sentiero che percorriamo fino
all obbiettivo.
Immagine
Immagine
dopo aver controllato e recuperato tutte le informazioni che ci servivano,rimettendo tutto in ordine
senza lasciare traccia per eventuale arrivo di nemici,usciamo dallo stabile in copertura e rifacciamo
la strada a ritroso, ci occultiamo e apriamo una busta con le informazioni recuperate alla casa del
prete,una lettere del prete ci comunica che il sabato alle ore 11.00 ci sarà un incontro tra
Rozzillosky e un personaggio misterioso.
Nel frattempo……
Bric husky lasciato il bivacco scende verso sud per raggiungere un poa e registriamo attività
nemiche,movimento nei pressi di una costruzione dai muri grigi con un telo blu verso,le
19.00,avvistata poco dopo una fir(defender bianco) costruzione su coordinate 401691e 4868661n.
Abbandonato il poa ricognamo la zona per acquisire più informazioni su possibili obbiettivi,mezzi e
nemici,dopo avvistato la fir bianca proseguito verso il laboratorio,arrivati al limite con il tempo
previsto non abbiamo azzardato l avvicinamento ai presunti labortori,pensando di poterli attaccare
con il resto dell pattuglia all alba del giorno dopo,mentre risalivamo verso il bivacco notiamo dell
attività nemica e notiamo sfilare delle ptg d interdizione,identificato come presunto checkpoint.
Terminata la ricognizione all orario prestabilito ci dirigiamo verso il bivacco per ricongiungerci con
il bric dogo.
Bric dogo….
Dopo aver esaminato e informazioni del prete,ci dirigiamo come da pianificazione al bivacco,una
volta arrivati ci prepariamo per la notte,notiamo appena arrivati che il bric husky non è ancora
rientrato, iniziamo ad allestire il campo, prepariamo il cibo, una volta finito di mangiare ci
prepariamo per la notte senza sapere minimamente a cosa andavamo incontro..
Alle 22.00 fa rientro il bric husky che inizia a prepararsi per la notte,condizioni meteo avverse, l
acqua inizia scendere incessantemente su di noi con tale forza da trapassare il telo,il copri sacco a
pelo,il sacco a pelo,i nostri vestiti e noi, era come dormire con un piumone pesante due quintali,al
massimo avremmo dormito tre ore in sei,la cosa più bella era che dentro o fuori dal bivacco la
situazione metereologica era la stessa.
Sabato 13 ……
Sopravvissuti alla nottata ci asciughiamo controlliamo l equipaggiamento ci rifocilliamo e
smantelliamo il bivacco, riprepariamo lo zaino alpino e come da pianificazione ci dirigiamo al
secondo bivacco
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identificato nella prima parte della missione come punto di interesse, e scelto in relazione alle
condizioni atmosferiche riscontrate la notte precendente.
Lasciata l attrezzatura al nuovo bivacco,prepariamo lo zaino tattico per 24h,e partiamo.il bric dogo
si dirige verso l incontro delle 11.00 utilizzando le informazioni ottenute dalla lettera ritrovata nell
abitazione del prete coordinate coord 401775e 4868860n .
Ci dirigiamo verso il punto d incontro prepariamo il poa per acquisizione fotografica,aspettiamo 40
minuti circa quando vediamo arrivare la prima fir con all interno 4 operatori vestiti con delle
tuniche chiare
una volta acquisite tutte le informazioni e fotografato l incontro tra i due vip riprendiamo la
pianifivazione ci dirigiamo verso wp 8\9 a sud della nostra posizione.
Nel frattempo…
bric husky si dirige verso il disturbatore notato in precedenza durante la ricognizione,inizialmente il
bric decide di muoversi in mezzo al fitto,successivamente arriviamo a una pietraia che decidiamo di
aggirare passando dalla parte alta del monte,prendiamo il punto e riposiamo per una decina di
minuti,sosta utile non avendo dormito la notte prima la stanchezza e il sonno iniziavano a farsi
sentire a tal punto che 05 si è addormentato per qualche minuto con la testa nel vuoto svegliandosi
di soprassalto riattivandosi completamente,l obiettivo distava ancora 900 metri in linea d aria.........
Da li in poi la strada non era percoribile decidiamo di ripercorere un tratto di strada per raggiungere
un percorso più sicuro ma con esito negativo.Durante i momenti di calma il calo dell adrenalina
faceva ricordare a 05 che soffre di vertigini rendendogli più difficile il percorso,arrivati a una
pietraia il terreno diventava sempre più impraticabile decidiamo di rientrare nel fitto per
raggiungere il letto del fiume, finalmente superiamo la pietraia e superiamo il fitto percorriamo il
margine del fiume sino a trovare una vedetta dei cacciatori vicino al wp c, sapendo che nei pressi di
queste costruzioni ci sono sempre dei sentieri lo percorriamo fino a trovare la carrabile,dopo aver
controllato che non fosse battuta da eventuali nemici la percoriamo verso l obbiettivo,per essere più
veloci, arrivati a una zona con dei ruderi,decidiamo di occultare gli zaini,e da li proseguiamo verso l
obbiettivo.
Intanto…
Il bric dogo prosegue da pianificazione dirigendosi al wp 9.
In base alle informazioni raccolte sappiamo che tra il wp 9 direzione est verso la zona blu si trova il
centro di ricerche,
superato il letto del fiume costeggiamo una recinzione notiamo dopo 150 mt sentiamo voci
movimento di mezzi e il suono di un generatore,questo ci attiva i sensi al massimo prestiamo
attenzione a ogni segno visibile intorno a noi fino a quando costeggiando sempre la recinzione
vediamo una guardiola con un cartello centro di ricerche….
01 si sposta sulla sinistra identificando l obiettivo notando una bindella e uno stabile, ci siamo è il
laboratorio…..
01 da l ordine di entrare solita prassi 07 in copertura dalla curva notiamo subito una carrabile
davanti a noi la attraversiamo muovendoci spediti e veloci con la consapevolezza che niente e
nessuno ci potesse fermare,mentre ci avviciniamo vediamo i primi segni del nemico zaini
equipaggiamento vario,01 seguito da 08 entrano nello stabile si presenta con una stanza vuota con
dei sensori di movimento e sulla destra una sorta di sirena ,di fronte a noi troviamo un atra stanza
una volta entrati 01 sempre seguito da 08 troviamo il laboratorio vero e proprio con davanti a noi un
tavolo con provette ,microscopi e dei campioni di polvere del meteorite, sulla destra nella stanza c e
un computer entriamo e inseriamo la usb ma notiamo che il computer anche s e acceso non
funziona,proviamo la seconda porta ma anche quella non funziona,notiamo andando via che in alto
ci sono due sensori di movimento
in quel momento portando via i campioni di polvere di meteorite intanto 07 ci informa che ci sono
4 tango in avvicinamento,01 da l ordine di rientrare nello stabile e di preparare un imboscata e
catturarli tutti possibilmene senza sparare un colpo,aspettiamo qualche primo e li vediamo
arrivare,sanno che ci siamo uno entra all interno e 3 restano di copertura,come il primo mette un
piede dentro viene bloccato subito da 07 e 08 automaticamente 01 esce da una seconda porta e
blocca i tre operatori rimasti fuori facendogli alzare le mani supportato in una frazione di secondo d
08 li disarmiamo portati all interno dello stabile li perquisiamo mani al muro e interrogati,
scopriamo ben poco li immobilizziamo e ci allontaniamo in formazione e in copertura .
nel frattempo….
Il bric husky prosegue verso l obbiettivo, costeggiando la montagna,decidiamo per evitare eventuali
fir,avendo notato in prossimita’ della nostra posizione una carrabile, nonostante fossimo abbastanza
occultati per evitare di essere intercettati o visti da eventuali fir 05 decide di spostarci verso est
rispetto alla nostra posizione, il terreno intorno al disturbatore risultava incredibilmente ripido e
scosceso, dopo aver esaminato la carta , e valutato il terreno notiamo una grande porzione di
montagna quasi impossibile da attraversare ,decidiamo allora essendo 700m in linea d aria dall’
obbiettivo.di aggirare nuovamente l ostacolo cercando un passaggio migliore verso nord nord-ovest.
Bric dogo: una volta allontanati dall obbiettivo laboratorio,ci occultiamo,ricontrolliamo l
equipaggiamento,comunichiamo con il bric husky e proseguiamo verso est in direzione del presunto
punto di schianto del meteorite a quota 679m distanza 1,3km alle coordinate: 402 090e 4868 060n
.
Ci muoviamo. Sentiamo delle voci distanza circa 50m dal lato opposto alla nostra posizione,
notiamo una carrabile con una ptg di contro interdizione di 4 elementi che controllano la carrabile,
ci occultiamo dietro una radice enorme di un albero caduto,c e solo un piccolo problema che tra noi
e loro in mezzo si trovava una voragine formata dal fiume,la ptg contro si ferma proprio a 50m di
fronte a noi nell unico spazio visibile.il capo ptg 01 per un attimo pensa di aprire il fuoco sulla
contro, dato che sono un bersaglio facile,ma la natura della missione e stealth di conseguenza
evitiamo di ingaggiare restando occultati,ma il fato ci fa un brutto scherzo,proprio in quel
momento,dal crinale alle nostre spalle emerge una ptg senza camo in piena vista,attivando la contro
che punta verso di noi costringendoci ad aprire il fuoco sui bersagli precedentemente tenuti sotto
tiro,dandoci la possibilità con una sola raffica di buttarne giu 3,avanziamo facendo fuoco e 07
elimina l ultimo operatore. Lasciandoci alle spalle la ptg ancora in bella vista.
Entriamo dentro il letto del fiume che,la discesa è stata ripide e impervia,risalendo il fiume con non
poca fatica,salendo controcorrente 01 in chiusura,colpisce con il ginocchio destro una pietra senza
avere possibilità di avvisare, a causa del dolore lancinate, 07 e 08 che cercano di sganciarsi dalla
zona d ingaggio,proprio in quel momento si riattivano quelli della contro che cercano di
braccarci,avendo il tiro dall altro e una carrabile,07 e 08 accortisi della mancanza di 01 tornano
indietro per recuperarlo,aiutandolo a salire le rocce facendo fuoco di copertura, abbattendo
nuovamente i due della contro pericolosamente vicini.Grazie all aiuto dei due e ricongiunto al bric
continuiamo sempre lungo il fiume contro corrente, abbandonando la zona d ingaggio occultandoci.
Bric husky: notando la conformazione della zona che pur allungando non portava all obbiettivo, il
bric decide di scendere in linea retta lungo la montagna verso una gola,essendo incredibilmente
ripido e scivoloso causa pioggia della notte prima la discesa è stata pesante e molto pericolosa,con
tanto di pietra caduta durante la discesa che ha colpito a una spalla 09 che in quel momento apriva
la discesa,arrivati alla fine della discesa indenni, ci siamo trovati davanti una salita verso l
obbietivo,dopo un paio d ore di arrampicata tra le piante marce e il terreno smosso,arriviamo a una
carraia che ci porta a un gruppo di ruderi,li decidiamo di lasciare gli zaini tattici per essere più
veloci e leggeri,continuiamo in linea retta fino ad avvistare la pietraia bianca alla base del
disturbatore lunga circa 150m
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arrivati fino al disturbatore utilizzando le coperture e avanzando controllando il terreno, notiamo
che non c e contro a presidio dell obj , posizioniamo il c4 ,una volta minato il disturbatore
contattiamo la DE. Per comunicare l obbiettivo acquisito,riceviamo luce verde per abbandonare la
zona. Per lasciare la zona dell obbiettivo utilizziamo la carraia a est del disturbatore per
raggiungere il più velocemente possibile il bric dogo,arriviamo ai ruderei recuperiamo gli zaini e
dopo aver organizzato per radio il rientro raggiungiamo da pianificazione il bric dogo che essendo
più vicini aveva gia raggiunto bivacco numero 2 iniziando ad allestire per la notte.
Bric dogo: dopo esserci riposati continuiamo verso il punto di schianto del meteoritire .alle
coordinate charlie gia segnate in precedenza, dopo 30 minuti in movimento rigorosamente stealth
arriviamo al punto.in prossimità dell obbiettivo vediamo una carrabile e il bric si scompone 01 a
destra della carrabile,08 avanzato verso sinistra, 07 arretrato rispetto a 08 a sinistra, individuiamo l
obbiettivo aspettiamo 1 primo e ci avventiamo sull obbiettivo da 3 punti diversi,prendiamo il punto,
miniamo e siamo pronti per esfiltrare,poco prima di esfiltrare 07 si apposta sulla carrabile per darci
il via libera, ma questo non avviena, proprio in quel momento 4 operatori risalivano la carrabile in
direzione del punto di schianto,07 li cattura tutti e 4 li riporta verso il resto del bric per interrogarli
ma senza risultato importante. Ci allontaniamo verso il secondo bivacco,direzione nord-ovest
passando affianco a delle carrabili pesentamente presidiate cercando un ponte per superare il
fiume,troviamo un vecchio ponte marcio ,fino a incappare a una caserma,stiamo li qualche minuto
,la ricognamo ci avviciniamo e piazziamo un c4 facendola brillare,identifichiamo l obbiettivo come
caserma b,ci allontaniamo verso il bivacco per ricongiungerci all altro bric,per riposarci e il giorno
dopo chiedere l esfiltrazione,che una volta arrivati al nostro mezzo alla 48esima ora del game.
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Considerazioni :
Questo evento ci ha messo seriamente alla prova, nonostante il durissimo allenamento intrapreso in
tutto l’ anno, incentrandolo proprio su gare di questo tipo.
La punto zero si è rivelata una gara di altissimo livello, che è quello che noi cerberus vogliamo e
cerchiamo da eventi come questo.
Ancora una volta la punto zero non si è smentita.
Ringraziamo gli Zarruele e la 17a Ranger per averci dato la possibilità di partecipare ad una delle
gare HSA più dure del panorama del soft air in italia.
Cerberus Sat